Verona: “Festival della bellezza” in crisi

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Poca presenza del femminile e un copyright violato

A Verona scoppia una polemica a poche ore dall’inizio della seconda sezione del consueto ” Festival della bellezza“, evento culturale che ha sempre coinvolto filosofi, pensatori e artisti.

Le due polemiche

A mettere in crisi il Festival, in verità sono due polemiche:

1) La scarsa partecipazione di personalità al femminile nel programma della rassegna, in un’era di pari opportunità non è stata accolta da grandi consensi;

2) Seconda polemica, ma non per importanza, l’utilizzo per il manifesto del Festival ormai da anni di un’opera dell’artista fotografa Maggie Taylor. L’opera in questione ritrae una ragazza da fattezze fanciullesche vestita in un abito sontuoso composto da api “Girl with a bee dress“.

Verona ha sempre ammirato la fotografa di fama internazionale , i cui lavori erano stati esposti nel 2009 al Centro Nazionale di Fotografia, presso gli Scavi Scaligeri.

L’artista polemizza sui social

Nella pagina ufficiale di Maggie Taylor, l’artista ha affermato in un post di essere venuta a conoscenza da appassionati dei suoi lavori, dell’utilizzo, senza nessuna autorizzazione, dell’immagine di quest’opera. Ha ribadito ulteriormente il suo fastidio nei confronti della presenza prettamente maschile a tale evento culturale. Ha, inoltre, mostrato il suo ampio disaccordo sulla questione, sollevando un altro tema alquanto delicato. Proprio per l’utilizzo di soggetti giovani nelle sue opere, l’uso dell’immagine dell’ opera per un tema come bellezza, spesso associata al concetto di sensualità – ritiene la stessa artista – sia inappropriato e controverso.

Abbiamo una terza polemica? Ovvero l’utilizzo di immagini giovanili come pedopornografia?

La risposta degli organizzatori del Festival della bellezza

Gli organizzatori non hanno mancato di rispondere al susseguirsi di polemiche con un post su Facebook

Siamo dispiaciuti di dover modificare l’immagine del Festival a causa di un’incomprensione sull’utilizzo di quella che ci ha accompagnati per lungo tempo, con l’autorizzazione avuta dal rappresentante italiano dell’Artista

Per quanto riguarda l’argomento della presenza femminile, l’organizzazione ha fatto rispondere Alessandra Zecchini – per il “Coordinamento generale” – e Marilisa Capuano – per la “Programmazione”.

Hanno affermato che per quanto fossero previste presenze femminili agli eventi come: Charlotte Rampling, Ute Lemper e la grande Patty Smith, purtroppo si erano dovuti arrendere agli imprevisti derivati da un periodo delicato come quello che stiamo vivendo con il Covid. Pertanto era difficile fare intervenire queste celebri artiste che sarebbero dovute venire da lontano.

Il Festival, lungi dall’essere sessista si è sempre circondato di artiste al femminile come Lella Costa, fanny Ardant.

Per quanto riguarda l’ultima questione sollevata, hanno affermato che: senza voler sottovalutare le problematiche legate alla pedofilia ed alla delicatezza del tema in questione o dimenticarne il doveroso senso di responsabilità che è richiesto a chiunque quando si tratti di maneggiare pubblicamente immagini di bambini e bambine, sarebbe meglio impiegare il proprio tempo a rileggere Platone e Socrate o i contemporanei come il Cacciari, là dove appunto eros e bellezza nascono come concetti nello splendore della loro innocente fanciullezza sorgiva tipica dell’antica Grecia.

Il Festival dunque si riafferma un evento dedicato alla cultura al di là dei generi.

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