Scritti di donna: cinque libri da leggere l’8 marzo

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Sibilla Aleramo, Isabelle Allende, Zhou Weihui, Karoline Kan, Virginie Despentes, cinque romanzi da recuperare questo 8 marzo 2021

Cinque donne per cinque romanzi che combattono gli stereotipi di genere per una Festa della Donna anticonvenzionale.

Sibilla Aleramo: Una donna

Romanzo imprescindibile se si vuole comprendere, conoscere e scoprire Sibilla Aleramo.

Una donna fu uno dei primi romanzi femministi apparsi in Italia

Pubblicato per la prima volta nel 1906, in un tempo in cui “Signora di sé la donna non era di certo ancora…”, il romanzo nel 2021 fa presa su una intera nuova generazione di donne con quell’ ultima domanda: “…lo sarebbe mai?”.

Un tuffo in “quell’Italia a cavallo fra i due secoli, la politica, i movimenti per i diritti, la nuova informazione tra letteratura e giornalismo, la comparsa delle scrittrici professioniste; il femminismo soprattutto, e quel tipo di nuova coscienza destinata a pesare lungamente come solitudine del tutto originale“.

Fuori dagli schemi e da qualsiasi etichetta sociale, la vita di Sibilla Aleramo fu selvaggia.

Una esistenza costellata da grandi amori (come quello con Cordula Poletti), dolori, sacrifici, scandali, viaggi e passione per la letteratura.

“Era una collezionista di incontri, li viveva come momenti di perfezione, li inscenava come attuazioni d’arte. La galleria dei nomi che oggi ci sbalordisce è di artisti che lei riconosceva, nella vita e nei libri”

Anna Folli

Ed è di incontri e viaggi per scoprire se stesse e “risolversi” che ci si imbatte quando si legge “Il quaderno di Maya” di Isabelle Allende

Non ci sono grosse presentazioni da fare per questa “signora della letteratura cilena”.

Il romanzo è un viaggio alla riscoperta di sé, delle proprie origini, del coraggio di affrontare il proprio buio interiore e uscirne rafforzate.

Questa è la storia di Maya Vidal, una ragazza di appena diciannove anni la cui vita è costellata di brutte compagnie, solitudine, degrado sociale e dipendenza da alcol e droga.

Una prosa scatenata, quella della Allende, che rappresenta la donna selvaggia e complessa che è la protagonista della narrazione

Un romanzo questo che permette alla scrittrice di tornare a parlare del suo paese, il Cile. Una terra complessa, culturalmente ricca e poco esplorata.

“In queste isole remote nel Sud del Cile, nell’atmosfera di una vita semplice fatta di magnifici tramonti, solidi valori e rispetto reciproco, Maya impara a conoscersi e a riscoprire la sua terra d’origine”.

Un romanzo perfetto per giovani donne ribelli, oltre quello sopracitato, è “Shanghai baby” di Zhou Weihui

Dal Cile ci si sposta in Cina, precisamente a Shanghai e le vicende che la scrittrice Zhou Weihui racconta sono quelle di Coco, nome d’arte di una ragazza appena venticinquenne immersa in una città che non è quella che abitualmente ci viene presentata.

Città multirazziale, simbolo di una Cina che cambia, si trasforma, si apre all’Occidente, Shanghai è colei che più rappresenta la generazione di giovani Millennial.

Censurato in Cina, scaricato milioni di volte online, amatissimo dai giovani cinesi che si sono sentiti rappresentati, questo romanzo fa emergere il malessere di una intera generazione alle prese con depressione, alcol e proibizionismo

Ci si sofferma soprattutto sulla protagonista, una giovane donna, con il sogno di svoltare diventando una scrittrice affermata, tra un turno e l’altro come cameriera di un bar.

Si investiga sulla questione dell’impotenza in Cina, sull’uso di droghe e sulla emancipazione sessuale femminile.

In poche pagine, con una scrittura affilata, Zhou Weihui arriva al cuore del problema del divario enorme tra genitori e figli e della “lotta” all’emancipazione femminile.

“Io sono fatta così: per i miei genitori, sono una cattiva ragazza senza cuore”.

Altra scrittrice cinese che pone sotto l’attenzione del mondo le fragilità, il coraggio e le speranze della nuova generazione (in particolare quella delle donne) è Karoline Kan con il suo “Sotto cieli rossi. Diario di una millennial cinese

Nel caso della Kan ci si trova di fronte un romanzo che inizia con l’affrontare cause e conseguenze della legge sul figlio unico in Cina.

Di fatto si inizia subito a chiarire al lettore con che tipo di storia si “sta avendo a che fare”.

Un personaggio principale che esiste per il semplice fatto di essere una femmina secondogenita (secondogenite tollerate proprio perché donne e non uomini, in quel caso…)

Un parto di donna.

Così inizia il viaggio del lettore nella Cina di ieri e di oggi alla scoperta di cosa è cambiato quando si parla di donne in Asia.

Infine dalla Cina torniamo in Europa, precisamente in Francia con il romanzo “Scopami” di Virginie Despentes

Questo romanzo torna a destare scompiglio.

Sì perché in realtà questo romanzo è uscito per la prima volta in Francia nel 1993, arrivato in Italia sono nel ’99 e ripubblicato con una nuova veste editoriale da Fandango editore.

Ancora oggi ha un potere disturbante ed attrattivo. Ancora oggi sconvolge il pubblico di lettori per il modo in cui presenta due personaggi femminili fuori da ogni inquadramento possibile

Due protagoniste, due conviventi “per comodità”. Una si prostituisce, l’altra attrice di film pornografici.

Decidono, dopo l’ennesimo episodio di violenza nell’ambiente, di vendicarsi.

“Una potente dichiarazione di guerra ai bei sentimenti e all’eleganza”.