Femminicidio: un fenomeno sempre più diffuso

femminicidio

Il caso di Sara di Maggio e della giovanissima Roberta Siragusa, entrambe uccise rispettivamente a Lecce e a Caccamo

Nel Leccese il caso della ventinovenne Sara di Maggio, colpita da venti coltellate, rivelatosi fatale per la donna. Sara era insieme al nuovo fidanzato, Francesco, diretti verso il supermercato, quando a un tratto il suo ex fidanzato (Salvatore Carfora) è comparso alle loro spalle. Continuava a mandare messaggi all’ex fidanzata, egli minacciava i due, dato che non aveva però ancora accettato il fatto che lei lo avesse lasciato. Un episodio di femminicidio causato dalla mancata accettazione della fine della relazione, una sorta di possessione, malata che ha portato la giovane alla morte.

Le dinamiche del femminicidio leccese

Probabilmente l’obiettivo principale del Carfora, era il neo-fidanzato della giovane. I due si erano conosciuti sui social e avevano dato vita a una relazione, stroncata sul nascere da una nociva gelosia dell’ex di Roberta. Il Carfora inoltre era stato da poco dimesso dall’ospedale psichiatrico “Filippo Saporito” nell’Aversano, vicino inoltre a un famoso clan camorristico. Era inoltre noto alle forze dell’ordine per l’accoltellamento di un parcheggiatore abusivo, suo collega, ha deciso dopo l’omicidio delle ventinovenne di dichiararsi colpevole. Agghiaccianti le parole del neofidanzato Francesco: egli sosteneva volesse uccidere lui, ma quando la fidanzata ha fatto scudo egli avrebbe aggredito lei, ha dichiarato infatti:

«Ha fatto quello che voleva fare e se ne è andato».

La sorte della giovane Roberta Siragusa

Diverso è invece l’episodio palermitano, si è trattato di una gelosia, di tipo possessivo evidentemente riguardo Roberta Siragusa. La giovane era scomparsa, dopo aver lasciato insieme al fidanzato la comitiva di amici, i due erano andati via, probabilmente dovevano rientrare a casa. Roberta non rispondeva al cellulare, neanche il fidanzato, così i genitori ne hanno dichiarato la scomparsa. Il giovane si è cosi recato dai carabinieri, sostenendo di sapere dove si trovasse il corpo della fidanzata. Il probabile omicida (Pietro Morreale) è stato arrestato, il suo avvocato, ha rinunciato alla difesa. Si trattava di una relazione tossica, il ragazzo di due anni più grande della vittima, era violento. Circa due mesi fa ha raccontato alle amiche, che l’aveva picchiata, le controllava il telefono, era ossessivo.

Una lite troppo feroce?

La giovane stava valutando di porre fine alla loro relazione, ma aveva paura che potesse fare del male a lei o alla sua famiglia. Evidentemente le sue paure avevano fondamento, forse dopo aver lasciato la comitiva di amici, il due hanno litigato, sempre in seguito alla folle gelosia del Morreale. La piccola Roberta è stata ritrovata a Caccamo arsa, in fondo a un burrone ma non vi sono sul corpo segni di strangolamento. Il giovane Pietro Morreale si è dichiarato innocente, ma per ora è l’unico sospettato, accusato di omicidio colposo e occultamento di cadavere. Nella giornata di mercoledì (3 febbraio) è stata eseguita l’autopsia, il corpo non presenta segni di strangolamento e presentava gravi ustioni a livello del tronco, del viso e degli arti superiori e una parte degli arti inferiori. I funerali saranno celebrati giovedì mattina alle undici nella chiesa dell’Annunziata nel paese in provincia di Palermo.

Femminicidio: la donna è possesso dell’uomo

I femminicidi più diffusi riguardano rapporti con l’omicida in questione: dichiara l’Istat delle 111 donne uccise nel 2019, l’88,3% è stata uccisa da una persona conosciuta. In particolare il 49,5% dei casi dal partner attuale, l’11,7%, dal partner precedente, nel 22,5% dei casi da un familiare e nel 4,5% dei casi da un’altra persona che conosceva. Le cause naturalmente spesso derivano dalla mancanza di fiducia, da parte della donna, con la quale si ha una relazione. Oppure spesso, la mancata accettazione della fine di una relazione, infatti gli uomini non accettano di essere lasciati, di non avere più possesso di una persona.

L’uomo è impaurito dalla fine della relazione

Tale condizione è come se li rendesse inquieti, inoltre è sempre stata presente nella società, ed è probabilmente associata al fatto che molti uomini si ritrovano a vivere una vita adulta senza aver realmente conquistato ciò che hanno. Come porre fine a tale condizione? Come tutelare le donne per evitare che ciò accada? Bisogna limitare il numero sempre crescente di femminicidio, magari esprimendo il proprio malcontento, nei confronti di una relazione tossica, informare le forze dell’ordine e affidarsi a un esperto.

error: Il contenuto è protetto da Copyright