“Divine e Avanguardie” al Palazzo Reale di Milano

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Le donne nell’arte russa: da figure sacre ad “amazzoni dell’avanguardia”

Divine e Avanguardie in mostra al Palazzo Reale di Milano. Dopo alcuni mesi di chiusura dovuti all’emergenza pandemica, le sale del Palazzo Reale di Milano riaprono al pubblico. La nuova stagione delle mostre è stata inaugurata, il mese scorso, con un singolare capitolo dedicato alla figura femminile nell’arte russa. L’esposizione – allestita in collaborazione con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo e curata da Evgenija Petrova, direttrice scientifica del museo, e da Joseph Kiblitsky – si configura come un vero e proprio fotogramma che scorre attraverso il tempo.
In esso le immagini delle donne si susseguono, rivelando volti, corpi, storie e ruoli differenti. Un universo femminile che reca la firma di alcune tra le principali autrici della storia dell’arte russa.

Da musa ispiratrice e icona, la donna diventa protagonista ed artefice di una creazione artistica in cui la femminilità riscopre se stessa e si apre al mondo. Al di là di ogni pregiudizio e stereotipo.

Divine e Avanguardie. Le donne nell’arte russa in mostra al Palazzo Reale di Milano

Attraverso un ricco e variegato corpus di circa 90 opere, la mostra ripercorre le tappe della emancipazione sociale e culturale della figura femminile.
Il “racconto” dell’esposizione si articola, come suggerisce il titolo stesso, in due macro-capitoli. Da una parte, infatti, i diversi ruoli che la donna ha rivestito nella società sono resi mediante la poetica e gli stili dei grandi maestri della pittura russa, quali Repin, Kustodiev, Malevich, Larionov e Petrov-Vodkin; dall’altra, forma e colore disegnano i contorni della figura femminile nei dipinti di alcune tra le maggiori rappresentanti dell’avanguardia moscovita.
È così che tra le “amazzoni dell’avanguardia russa” figurano artiste come Natalia Goncharova, Ljubov Popova e Aleksandra Ekster.

Divine e Avanguardie al Palazzo Reale di Milano: un viaggio alla “scoperta” della donna nell’arte

Le opere selezionate per la mostra Divine e Avanguardie, possono essere a loro volta raggruppate a formare otto nuclei tematici. Ciascuno di essi occupa una posizione ben precisa lungo un itinerario artistico che ripercorre la via tracciata dagli artisti del passato, e non solo del Novecento, nella rappresentazione della figura femminile.
Le sezioni della mostra sono così suddivise. IL CIELO – La Vergine e le sante, IL TRONO – Zarine di tutte le Russie, LA TERRA – L’orizzonte delle contadine, VERSO L’INDIPENDENZA – Donne e società; LA FAMIGLIA – Rituali e convenzioni, MADRI – La dimensione dell’amore, IL CORPO – Femminilità svelata, LE ARTISTE – Realismo e amazzoni dell’avanguardia.
Epoche, luoghi, autori e stili distanti fra loro si ricongiungeranno in questo viaggio attraverso la storia dell’arte russa, diretti verso un’unica meta; quello spazio sconfinato e misterioso che è l’universo femminile.

Che il viaggio abbia inizio: le donne della Russia al potere

Oltre che icone ritratte su tavole di legno o lastre di metallo decorate in oro e pietre preziose (come è possibile osservare nelle raffigurazioni tipiche dell’arte ortodossa bizantina e russa), le donne hanno anche costituito il soggetto privilegiato di opere con cui gli artisti, nel corso della storia, hanno inteso restituire la massima espressione del potere. E in tal senso, la zarina Caterina II, nell’omonimo ritratto di Dmitry Levitsky, si mostra all’osservatore in tutta la regalità e l’autorevolezza di una sovrana che, avvalendosi dei suoi ideali illuministici, fu guida indiscussa del suo Paese.

Le donne nell’arte russa: il lavoro nei campi

La vita agreste e il lavoro delle contadine russe, ritornano nella pittura suprematista di Kazimir Malevich. Se in una prima fase della sua esperienza artistica, infatti, l’autore distribuisce il colore sulla superficie volumetrica delle figure, in seguito la semplificazione delle forme condurrà Malevich a ricercare nell’Astrattismo geometrico la “supremazia della sensibilità pura”. Svincolando la rappresentazione dalla realtà oggettiva, in Ragazze nel campo la forma concreta e naturale viene negata, assemblando figure geometriche piatte ed immobili.

Il ruolo della donna nell’istituto familiare: costumi e tradizioni di una società patriarcale

Durante il lungo periodo che ha preceduto il riconoscimento dei suoi diritti, la donna è stata inquadrata entro un limitato ordine di ruoli e compiti.
Moglie, madre e figlia ad un tempo; in Prima del matrimonio di Firs Zhuravlyov, la figura femminile è condannata al silenzio e alla rassegnazione dinanzi alla consapevolezza di una volontà superiore a cui non può sottrarsi.

Verso l’indipendenza e l’emancipazione femminile

L’avvento dell’era industriale, ha segnato l’inizio di un processo che gradualmente ha guidato la donna verso la conquista dei suoi diritti e della sua indipendenza. E non a caso, nella tela di Aleksandr Deyneka, Operaie tessili, il lavoro in fabbrica si presenta come una forma di riscatto mediante il quale la donna si prepara ad affrancarsi rispetto all’ambiente domestico e a ritagliarsi più ampi spazi di libertà all’interno della società.

Il corpo come simbolo di femminilità svelata

Ritratto della ballerina Elena Annenkova di Jurij Annenkov è la rivelazione di una femminilità autentica e ribelle.
Le forme sinuose del corpo e la pelle nuda non esitano più a scoprirsi e la pittura ridà voce ad un desiderio rimasto a lungo inespresso; soffocato dai limiti imposti da una società patriarcale. Un desiderio che l’arte sa trasformare in grido di libertà, verso sé stessi e il mondo.

Le amazzoni dell’avanguardia russa al Palazzo Reale di Milano

La volontà di fondere elementi tratti dal Cubismo e dal Futurismo, riempie l’atmosfera della Città di notte di Aleksandra Ekster. La scomposizione dello spazio pittorico nei suoi elementi costitutivi, infatti, riduce la percezione della realtà ad un insieme eterogeneo e confuso di volumi interconnessi.
Il rifiuto della tradizione e della pittura accademica, è il principio basilare di una produzione artistica innovativa; attraverso cui l’immagine si fa movimento incessante di materia e stati d’animo.

La mostra Divine e Avanguardie sarà aperta al pubblico fino al 12 settembre 2021, presso il Palazzo Reale di Milano.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.