Il momento in cui sono diventata donna

diventare-donna

Esiste un momento in grado di decretare il passaggio all’età adulta? Com’è diventare Donne?

Possiamo individuare un momento, un’esperienza, una situazione, che ci abbia permesso di diventare donne?
Per alcune si è trattato di piccole grandi conquiste, per altre di percorsi vissuti nell’interiorità della propria coscienza.
Essere adulti, per donne e uomini, non può avere una definizione univoca. La società, nel corso della storia, ha proposto stereotipi a cui bisognava adeguarsi. Stereotipi di cui si potrebbe tracciare un’evoluzione.
Partendo dalle più retrograde considerazioni, alla donna spettava la cura dell’ambiente domestico, l’educazione dei figli.
Poi è stato concesso il lavoro, ma solo in ristretti campi.
Oggi, fortunatamente, partendo dai cartoni animati e dalla scuola, viene proposta una nuova iconografia, emancipata, indipendente.
Il rischio è la creazione di un nuovo tipo di stereotipo. Un nuovo compartimento stagno in cui inserirsi.
Crescere è un processo che si compone di piccole epifanie e conquiste personali, che non devono rientrare in uno standard predeterminato. “Diventare donna” non ha una definizione. Per ognuna esiste una propria modalità. Eccone alcune:

Diventare donna. Come e quando è avvenuto?

F; 40

La prima volta che mi sono sentita libera, autonoma ed emancipata, avevo ventinove anni. Ho ricevuto il mio primo stipendio.
Ricordo ancora la cifra: per quindici giorni avevo ricevuto trecentosettantanove euro. Di per sé non erano una cifra enorme ma a me lo sembrarono, perché li avevo guadagnati facendo esattamente ciò che volevo fare: l’insegnante.

C; 29

Mi sono subito venuti in mente i ricordi delle prime storie d’amori, fallimentari, melodrammatiche. Quanto mi sentivo (poco) donna quando aspettavo ore per un tanto agognato “squillo”, quando in discoteca vedevo il ragazzo che mi piaceva baciare un’altra. E quando prendevo in mano la situazione e lo affrontavo di petto “Basta scegli: o me o l’altra”. Anche se, spesso, sceglieva l’altra, sentivo di aver fatto la mia parte. Ma adesso, a quasi trent’anni, posso affermare che il momento in cui mi sono sentita padrona della mia vita, è stato quando a diciassette anni, senza conoscere nessuno, dal quartiere Chiaia, mi sono spinta a Vico Gerolomini, nel pieno centro storico, dove c’era e c’è tutt’oggi il piccolo grande Teatro Elicantropo, ho bussato alla porta, circondata da volti sconosciuti e molto lontani da me, e ho trovato la mia seconda famiglia. Diventare donna è stato questo.

G; 25

Una prima risposta potrebbe essere questa: mi sono sentita grande quando ho realizzato di essere nel posto sbagliato. Fu una specie di agnizione. 
Da allora, so che nessun parere varrà mai quanto il mio nel mio nelle mie decisioni.
Una seconda risposta, più accurata, è questa: mi sono sentita cresciuta quando ho stabilito che le mie sofferenze non mi hanno privata di nulla. Non ho permesso loro di congelarmi il cuore. Il dolore deve pur avere un senso, e se ce l’ha è proprio qui, nell’empatia, nella compassione. L’ho imparato guardando persone importanti preservarsi, con mille motivi per non dare più le chiavi a nessuno. Capire che la propria esperienza non è un parametro. Quando sono diventata il mio posto sicuro ho capito che potevo esserlo anche per altri. Non so dove mi condurrà questa strada, ma so come ho capito che era la mia. Ho guardato la mia mamma negli occhi.

D; 70 – Diventare donna

Ricordo perfettamente di quando ho avuto la sensazione di essere diventata donna, ma la consapevolezza è arrivata più tardi.
Avevo circa quattordici anni e passeggiavo con mia madre quando per caso ho incontrato lo sguardo di un ragazzo che procedeva verso di noi. Provai un brivido ma non realizzai subito di cosa si trattasse.
Queste sensazioni le ho provate altre volte nel tempo, ma non mi sono mai potuta confidare con nessuno. A quei tempi era tutta un’altra storia. La sessualità piena l’ho provata poi con il mio primo marito ma il sesso non è amore, sbagliai. La maturità è un’altra cosa e l’amore non è solo attrazione. Oggi sono felice perché ho figli e nipoti meravigliosi, sono loro che mi hanno fatto arrivare alla pienezza della maturità. Grazie a loro mi sento una donna realizzata. Grazie a loro sono diventata donna.

V; 22

Per me non è stato un singolo momento a determinare questa sensazione, diventare donna è stato frutto di una serie di piccole cose: la prima volta che ho guidato la mia macchina, quando ho trovato il mio stile, oppure quando ho iniziato a lavorare in ospedale per la mia laurea.
Mi sento adulta quando prendo decisioni che impatteranno la mia vita. Credo che diventare grandi sia un processo fatto di momenti come questi, in cui senti davvero la responsabilità delle tue azioni. Ho ancora molto da imparare sull’”essere adulti”.

F; 21

Trovare un punto di svolta ed emancipazione a soli 21 anni è veramente difficile. Ho raggiunto diversi traguardi, ma non è lì che risiede il mio momento. Sono cresciuta quando ho raggiunto la consapevolezza della persona che sono diventata dopo una serie di relazioni velenose. Non contenta, ho avuto il coraggio di chiedere scusa a chi avevo ferito e soprattutto a me stessa. Mi sono presa il mio tempo e mi sono concessa l’opportunità di amarmi, rispettarmi e conoscermi nuovamente. Oggi posso dire di essere diventata una Donna.

T; 55

Quando scoprii di aspettare le mie figlie, la gravidanza non era cercata. Mi spaventai moltissimo, pensai di abortire. Il mio compagno fu molto contento.
Andai a fare l’ecografia, il ginecologo mi comunicò che si trattava di due gemelli. Non sapevo ancora il sesso ma provai una sensazione molto chiara, anche se non so spiegare il perché.
Non importava come ma avrei trovato il coraggio di diventare la loro mamma. 
Raccontai al mio compagno che si trattava di due gemelle e arrivò il suo turno di avere paura, ma io ero decisa a portare avanti la gravidanza, a costo di farlo da sola. Erano una cosa mia. Ci siamo allontanati per un po’. In quel periodo ho capito che era davvero arrivato il mio momento di diventare donna. Dovevo assumermi questa responsabilità, essere grande e forte. Per me e per loro. Così ho raggiunto la mia consapevolezza, la mia maturità. Diventare donna è stato così.

M; 21

La prima esperienza che mi ha fatta sentire adulta- o almeno cresciuta e cambiata- è stata avere il mio primo mazzo di chiavi. Ho avuto la consapevolezza che da quel momento sarei stata più indipendente.

Diventare donna: S; 58

Molte prime esperienze mi sono venute in mente, piacevoli da ricordare, e forse anche da raccontare.
Ma c’è stato un momento – uno solo, vissuto nella pura interiorità – nel quale ho realizzato che la mia vita si sarebbe interamente svolta nel segno dell’aspirazione alla libertà.
Infatti: essere adulti, emancipati, maturi, indipendenti, non vuol dire forse essere liberi? Ed essere liberi non vuol dire forse aspirare incessantemente ad esserlo?
Ecco, quindi. Ero nel tempo esteriore imprecisato dell’adolescenza. Potevo avere un’età compresa tra i sedici e i diciotto anni (non ricordo le circostanze, se le ritengo accidentali) e mi trovavo in un luogo, questo sì definito con splendida chiarezza: un paese sul monte Amiata, all’inizio dell’autunno. Luogo di abbazie medievali e di miniere ormai chiuse, che hanno sostentato e ingoiato molte vite. Ma non era questo il luogo della rivelazione: non un luogo legato alla storia degli uomini, ma un bosco.
Mio zio era andato a funghi: da quelle parti si trovano i porcini buoni. Il bosco odorava di foglie: conoscevo bene quell’odore, l’odore degli alberi dove cogliere il vischio e il pungitopo, sotto Natale. Un odore che annunciava cose buone.
E mentre camminavo, saturandomi tutti i sensi esterni, improvvisamente lo seppi, lo sentii con un’intensità che mi stupì, e che è tuttora intatta, nel ricordo: sarei sempre stata libera, avrei sempre potuto fare a meno di qualunque uomo. Avrei sempre camminato, cercando un oltre esterno e interiore. Avrei sempre cercato l’armonia.

D; 19 – Diventare donna

Faccio fatica ad accostare la mia idea di maturità o di emancipazione ad un unico evento.
Sarebbe scontato e forse anche piuttosto superfluo stare a raccontare le situazioni che mi hanno portato a raggiungere quella che può essere definita maturità, autonomia e perché no emancipazione. Personalmente riconduco questo genere di concetti a dei veri e propri modi di affrontare le situazioni che mi si presentano, nel mio caso mi riferisco quasi sempre a momenti difficili. Le volte in cui mi sono sentita davvero matura sono state quelle in cui ho trovato il mio modo per affrontare una situazione per la quale ho sofferto. Per questo credo di aver raggiunto e capito le idee di emancipazione e di libertà solo quando ho trovato in me stessa le armi per affrontare quello che prima sarebbe stato un ostacolo insuperabile.

Diventare donna: C; 43

Ricordo che è stato un passaggio netto avvenuto nella mia mente…. 
Non c’è stato un evento o una condizione di vita particolare.
Una mattina mi sono svegliata e mentre mi preparavo per iniziare la mia giornata, mi sono guardata allo specchio, e una voce decisa nella mia testa, ha cesellato: “ora basta essere la brava bambina”.
E così la consapevolezza di me, del bisogno della mia autonomia, del sentirmi svincolata delle richieste del mondo esterno, ha predominato… Mi sono sentita una donna libera. Sono diventata Donna.

P; 55

La prima volta che mi sono sentita Donna fu la prima volta di una piccola grande bimba. Pensavo di poter diventare donna solo perché, nelle lussuose vie dello shopping milanese, potevo acquistare tutto ciò che mi piaceva con i soldi del mio lavoro, senza il consenso e il giudizio della mia mamma.
Oggi, a cinquant’anni, mi sento donna per la prima volta ripetutamente, ma in forma diversa: ogni giorno scopro che il mio sogno di bambina di diventare mamma l’ho realizzato nel migliore dei modi.
Ho due splendidi figli che mi rendono fiera delle persone che sono.
Nei loro piccoli grandi gesti quotidiani, nel condurre il ballo della vita, illuminati da quel faro di valori che ho cercato di insegnargli, mi rendono DONNA.
La mia vita di madre non è stata certo facile, ma cosa avrei potuto desiderare di più, se non sentire l’emozione della prima volta che si rinnova ad ogni scoperta della loro anima bella?