Dantedì: il 25 marzo si prepara a commemorare il celebre Dante Alighieri

Dantedì

Il Dantedì è pronto per festeggiare “l’influencer” più famoso della storia italiana: Dante Alighieri

Molteplici le iniziative ed i progetti delle scuole a lui dedicati. Il mondo della cultura umanista apre le porte alla conoscenza di un poeta degno di fama e di notorietà, da sempre celebrato come il padre della lingua italiana

Dantedì: perché si festeggia il 25 marzo?

Paolo di Stefano, accademico italiano, senonché giornalista e scrittore, istituisce la giornata del Dantedì il 25 marzo. La scelta di questo giorno coincide con l’inizio del viaggio del sommo poeta nella Divina Commedia. Dante, infatti, specifica le circostanze del suo ritrovarsi nella selva oscura alle prime ore del sorgere del sole nella costellazione dell’Ariete.
Il momento è quello dell’equinozio di primavera quando la rinascita climatica e naturale segnala un nuovo inizio. Si preferisce ricordare il Dantedì come preludio di rinascita culturale e questo ci viene segnalato dalla scelta del 25 marzo piuttosto che dell’8 aprile, giorno della morte di Dante.

I progetti culturali del Dantedì in Italia

A ben 700 anni dalla morte del poeta, le scuole di tutto il territorio nazionale italiano si sono preparate per l’attesissimo Dantedì.
L’edizione di quest’anno, a fronte dell’emergenza da coronavirus, sarà del tutto virtuale e ricca di innovazione. L’era del digitale ha permesso di organizzare una serie di letture virtuali in streaming dal titolo “lecturae dantis in pillole” accompagnate da recitazioni in versi. Molti gli studenti che si sfideranno in tenzoni dantesche virtuali e numerosi i docenti di lettere che si cimenteranno nel commento dei versi della Divina Commedia.
Tutti gli eventi saranno visibili dal canale Youtube della piattaforma digitale Mibac.

Conosciamo davvero Dante Alighieri?

Il Dantedì è anche un’occasione unica che ci permette di scoprire chi fosse realmente Dante Alighieri oltrepassando le pagine dei libri di letteratura italiana. Si racconta che Durante fosse un gran narcisista e che soffrisse di una grave forma di epilessia. In numerosi passi della Divina Commedia lo stesso autore descrive fasi continue di svenimenti e mancamenti.
Questi sintomi portarono i medici e gli scienziati dell’Ottocento ad ipotizzare che Dante fosse affetto da questa malattia. A Dante viene, inoltre, attribuita una “memoria da elefante”. Il poeta svolgeva nel suo tempo libero numerosi esercizi di sviluppo cognitivo che gli garantivano il ricordo di conversazioni, aneddoti ed episodi vissuti anche a distanza di molti anni. Infine, Dante era un cavaliere niente male ed era conosciuto in battaglia come un prode destriero.

Il Dantedì e la Divina Commedia

Perché la Divina Commedia è protagonista del Dantedì? La Divina Commedia affascina fin da sempre la generazione di cultori. Forse, il senso di tale ammirazione è racchiuso proprio nel messaggio intrinseco che l’opera porta con sé. Non è un semplice viaggio nell’aldilà. È un ammonimento all’errata condotta umana e di come attraverso la meditazione dei propri errori sotto la luce della fede, si possa raggiungere la salvezza. Ma c’è di più! Dante Alighieri maturò nella sua vita di flagelli, avventure e successi, l’idea che fosse stato predestinato da Dio ad un destino prodigioso: salvare l’umanità. E scelse di farlo attraverso la parola, il linguaggio: parlare agli uomini e convertirli.

I progetti futuri in memoria di Dante

A seguito del grande successo della giornata nazionale del Dantedì, festeggiata per la prima volta il 25 marzo del 2020, l’assessorato alla cultura italiana ha promosso delle iniziative culturali per il futuro.
Il fiore all’occhiello è rappresentato dall’istituzione futura di un Museo della Lingua Italiana dedicato a Dante Alighieri. Una struttura disposta su tre piani verrà costruita a Firenze, culla della linguistica italiana. Un polo universale che vedrà l’approfondimento dei tre domini linguistici: l’italiano antico, moderno e contemporaneo.

“(…)La lingua italiana rappresenta non solo uno straordinario patrimonio culturale, ma un bene comune di cui è fondamentale prendersi cura. L’italiano siamo noi“.

Non possiamo fare altro che ringraziare il nostro Dante in quanto è stato capace di unire il territorio italiano attraverso “la parola” prima ancora dell’avvento di una cucitura territoriale.

PhotoCredits: www.beniculturali.it