Femministe con il velo: riusciamo ad accettarlo?

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Movimenti per i diritti delle donne in Occidente e in Medio Oriente: non contano le differenze quando si lotta per la libertà

È ben risaputo che in tutte le epoche e in ogni parte del mondo le donne non hanno mai avuto vita facile ma, anzi, hanno dovuto sempre lottare per i propri diritti e cercare di ottenere a fatica il loro posto nel mondo.
Nel tardo XVIII secolo si sono sviluppati i primi movimenti femministi in Europa con lo scopo di riunire tutte le donne in una lotta comune contro il maschilismo sedimentato.

Il femminismo in Oriente

Benché l’Occidente abbia fatto da sfondo ad un gran numero di movimenti per i diritti delle donne e abbia certamente attirato sempre più l’attenzione
non bisogna dimenticare che anche in Oriente ci sono state e ci sono molte femministe pronte a lottare per se stesse e per tutte il genere femminile.
Ci troviamo di fronte a donne anch’esse ugualmente esauste di sentirsi dominate da un pensiero maschilista e retrogrado che hanno scelto di unirsi con un unico obiettivo: essere libere.

Differenza tra femminismo occidentale e mediorientale

Il femminismo in Medio Oriente è pressoché sconosciuto ed è stato oggetto di limitate attenzioni, è molto variegato al suo interno e più in generale è definito femminismo islamico.
La differenza sostanziale con il femminismo occidentale è che quest’ultimo nasce su di una base laica mentre il femminismo islamico no.

In Oriente le femministe chiedono una rilettura più coscienziosa del Corano al fine di dimostrare che non c’è scritto da nessuna parte che le donne debbano vivere in una condizione di subalternità nei confronti degli uomini.
Le femministe mediorientali sostengono che all’epoca di Maometto il genere femminile viveva in una condizione di maggiore libertà e che con il passare degli anni interpretazioni errate del Corano abbiano danneggiato il ruolo della donna nella società.

Femministe con il velo

Queste donne spesso rivendicano anche il diritto di indossare l’hijab mostrando al mondo intero che si può scegliere anche liberamente di velarsi.
A causa di questo in Occidente è stato più difficile prendere seriamente in considerazione il movimento femminista mediorientale.

Si fatica ad accettare che si possa essere contemporaneamente musulmane e femministe.
Le donne musulmane infatti nell’immaginario collettivo sono ritenute vittime inconsapevolmente manipolate dalla loro religione.

Sembra difficile accettare che una donna scelga di indossare un velo che le nasconda parti del corpo, siamo molto più propensi a credere che le sia stato imposto o piuttosto che crede di volerlo ma non lo vuole davvero.
Lottiamo per il genere di libertà che immaginiamo sia lecito e giusto ma fatichiamo ad accettare quello altrui se è diverso dal nostro.

I pregiudizi degli occidentali

Ci risulta inconcepibile che un movimento femminista nasca con un fondamento religioso poiché da sempre associamo l’Islam al patriarcato, al maschilismo, a tutto ciò che è retrogrado ed antiquato.
Compiamo in questo modo lo stesso errore contro il quale lottano le femministe mediorientali, considerare la religione musulmana la causa della condizione di subalternità delle donne in Medio Oriente dimenticando che alla fonte c’è un’interpretazione fatta da uomini.

In Occidente si commette spesso lo sbaglio di giudicare negativamente qualcosa che, molto probabilmente, non si conosce così a fondo.

Basti pensare ad Oriana Fallaci, importante scrittrice e giornalista italiana che nel corso della sua vita si è più volte scagliata contro l’Islam definendo il musulmano: «un nemico che trattiamo da amico» e accusandolo di attentare continuamente alla nostra libertà.
Il passaggio risulta essere sempre lo stesso: associare la religione islamica alle azioni degli uomini e fare di tutta l’erba un fascio.

Amare la libertà di tutti

Esistono anche molte donne e uomini occidentali che supportano il femminismo islamico.
Un esempio lampante è Anna Vanzan, islamologa e iranista che si batte costantemente allo scopo di dare la giusta luce alle lotte femministe nel Medio Oriente sostenendo che le donne musulmane non hanno nulla da invidiare a quelle occidentale nel loro desiderio di libertà. Esse si trovano semplicemente a dover lottare con un nemico più forte e decisamente meglio radicato.

È indubbiamente indispensabile che battersi per la libertà significa ritenerla fondamentale e si dovrebbe quindi imparare ad amarla in tutte le forme essa si manifesti.
Persino se desidero indossare un velo che mi copre il volto, persino se ti è difficile comprendere.

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