Come ti smonto il Lockdown

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Le start-up italiane sono cresciute durante il Lockdown aumentando dipendenti e fatturato

Questa storia la conoscono tutti, ma vale la pena ricordarla.

Un uomo esce da un negozio di arredamento, si avvicina alla sua auto e si accorge che non può trasportare ciò che ha comprato: prende un martello, un cacciavite e inizia a smontare gli oggetti acquistati sotto gli occhi increduli dei negozianti: nasce Ikea, dall’idea di un cliente operoso.

Nell’era dell’orientamento al cliente questa storia non ci stupisce più di tanto, eppure, senza quest’uomo chi può dire se oggi IKEA sarebbe sul mercato?

Da allora sono passati molti anni e l’innovazione è diventata una realtà nella maggioranza delle aziende che riescono ad assicurarsi un vantaggio competitivo nei confronti dei loro concorrenti: alla base del concetto di innovazione c’è quello di invenzione, cioè una novità che garantisce a chi la utilizza un vantaggio economico.

Se un tempo gli inventori erano uomini e donne solitarie, rinchiusi in sottoscala a preparare con fatica l’oggetto del futuro, oggi le invenzioni si producono in team, e a crescere in questo senso sono soprattutto le automazioni dei processi e la messa in discussione dei protocolli che vengono utilizzati dalle aziende.

In ogni settore, dal manifatturiero all’industria dei servizi, si riesce ad innovare introducendo all’interno delle proprie strutture professionalità in grado di esaminare e ottimizzare una serie di processi che prima comportano un costo e che, una volta smaltiti, diventano la principale forma di economia dell’impresa.

E’ il cosiddetto fenomeno del collo di bottiglia, e cioè il punto, all’interno di un sistema in cui si hanno le minori prestazioni e che non permette al sistema di raggiungere gli standard preposti.

In tempi di Covid, molte realtà hanno dovuto riconsiderare il loro business, e altre ancora hanno dovuto addirittura chiudere i battenti perché incapaci di fronteggiare il Lockdown. Eppure, in un momento di profonda crisi come quella successiva allo scoppio dei primi focolai di coronavirus, ci sono state delle realtà che hanno saputo sfruttare il momento per una svolta significativa delle loro imprese e hanno incrementato i loro profitti nonostante il Lockdown.

E’ il caso di numerose startup italiane, come evidenzia l’indagine “L’impatto dell’emergenza Covid-19 sulle startup e sull’ecosistema dell’innovazione in Italia” realizzata da VC Hub Italia, Secondo lo studio, infatti, che ha preso in considerazione soprattutto realtà provenienti dalla Lombardia, le startup italiane hanno dimostrato di saper resistere alla pandemia dimostrando grandi doti di resilienza e alcune di loro, il 25%, ha addirittura incrementato i loro ricavi.
Altre ancora, il 58% del campione, ha aumentato il personale dimostrando di essere in buona salute, fronteggiando il momento con una politica di investimenti, mantenendo i livelli di produzione grazie allo smart-working.

Qualunque sia la strada aperta dal mercato, ci sono già tante imprese pronte a riconfigurare i propri asset in attesa di snellimenti di procedure e di investimenti pubblici.

Come quell’uomo che all’inizio del nostro articolo, trovandosi di fronte alla ristrettezza dei propri mezzi, dovette smontare i pezzi che aveva scelto, così, gli imprenditori italiani stanno smontando i loro pregiudizi per entrare nell’era dell’innovazione.