La Cina e la crescita economica dopo la pandemia

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La Cina: l’unico paese economicamente in crescita

Mentre in Europa e nel resto del mondo ‘coprifuoco‘ e ‘lockdown’ sono termini all’ordine del giorno, in Cina la quotidianità cavalca l’onda della crescita economica e della normalità.

Ma com’è possibile che il paese da cui tutto è partito, si ritrovi con un incremento economico di gran lunga superiore al resto del mondo?

Il fattore T è uno dei dei principali motori della ripresa economica di Wuhan prima e dell’intera Cina poi.

La Cina e il fattore T

Lo strumento utilizzato dal governo cinese è stato il fattore T: testare, tracciare, trattare. Modello utilizzato in Italia solo in Veneto, ma con scarsissimi risultati.

La Cina ha gestito la pandemia con una modalità di Stato autoritario, caratteristica che da sempre la contraddistingue.
Persone costantemente tracciate, privacy personale quasi sotto lo zero e uso della forza per isolare i nuovi positivi: questa è la strada che il governo cinese ha scelto di intraprendere per combattere la diffusione del Covid-19.
E chi ha provato a ribellarsi a queste modalità ha pagato a caro prezzo il suo gesto.

Gestione che, economicamente e socialmente parlando, sembra aver permesso Cina di uscire dal tunnel della pandemia prima di tutte le altre potenze mondiali.

La capacità di intervento, inoltre, è stato un fattore determinante.
Basti pensare che dal 23 Gennaio al 2 Febbraio, in soli 10 giorni, gli abitanti di Wuhan, erano già stati tamponata nella loro totalità.
Ed a Wuhan la popolazione è di circa 11.000.000 di abitanti.

Inoltre, in Cina, il numero di tamponi effettuati da inizio pandemia si aggirano intorno ai 160.000.000, che se paragonato ai 14.000.000 fatti in Italia, risulta un gigante inarrivabile.

La Cina e la crescita economica

Dopo la storica contrazione dei primi mesi del 2020 del Prodotto Interno Lordo cinese di inizio anno – senza precedenti – del -6,8%, la situazione oggi è completamente ribaltata.

Il fattore T e la gestione autoritaria, hanno permesso alla Cina di uscire per prima dalle morse della pandemia ed essere, ad oggi, l’unica economia in crescita rispetto al trimestre dello scorso anno.
L’economia cinese, infatti, ad oggi riscontra un +4,9% del PIL rispetto al trimestre Luglio-Settembre dell’anno precedente.
Dato che, se paragonato con il -9,5% previsto dalla Commissione Europea per il PIL italiano a fine anno, un po’ fa rabbrividire.

Uno dei fattori principali della crescita del PIL cinese, è l’aumento dei consumi e delle domande degli stessi cittadini cinesi.
Situazione estremamente dipendente dal bassissimo numero di contagi dichiarato dal governo cinese, ma di cui la veridicità è ancora da attestare.

In Cina oggi si respira un’aria completamente diversa: discoteche aperte, persone ammassate, feste in piscina e poche mascherine, il tutto sommato alla curva di contagio quasi azzerata in tutto il paese.

L’aria di normalità, insomma, sembra essere tornata nel paese del Sol Levante che può aspirare – ad oggi – a diventare la prima potenza economica mondiale.