Chiara’s Bakery, una vita tra l’Italia e l’America

Chiaras-Bakery

Intervista alla creatrice di Chiara’s Bakery, blog di cucina che sta crescendo anche su Instagram. Una blog che l’ha portata fino in America

La capacità di resistere alla tentazione di gustare un bel dolce, in questo periodo di feste, va a farsi benedire. In più, ci si mettono le innumerevoli foto di cibo sulle home dei social. Ho pensato, dunque, di mettermi in contatto con una di quelle persone che sa maggiormente provocarmi “culinariamente” online. Questa persona è la trevigiana Chiara, la fondatrice di Chiara’s Bakery, un blog di cucina, che piano piano sta crescendo anche su Instagram.

Chiara ha subito accettato con molto entusiasmo la mia richiesta, lo stesso entusiasmo che vedo trasparire quotidianamente nelle stories di Instagram. Un’intervista semplice, ma che ha divertito (spero) entrambe.

Allora Chiara, come nasce la tua passione per i dolci?

Nasce da piccola, guardavo nonna che con grande amore viveva in cucina, tutto per mettere qualcosa di buono sulla tavola per il nonno. Aveva una cura e un amore, per lui, infiniti.

E poi papà, da sempre è lui ai fornelli; vederlo svegliarsi presto al mattino, per preparare il ragù per la lasagna è sempre stato qualcosa di speciale.

Io guardavo loro creare cose semplici, ma così speciali. Volevo diventare come loro. Riuscire a portare a tavola qualcosa di speciale, che profumasse casa e sapesse unire la famiglia a tavola.

E poi nonna, più di tutti, è stata la mia musa. Lei creava cose così speciali, ancora oggi conservate in un ricettario che custodisco con amore e gelosia.

Qualche dolce a cui sei legata particolarmente, che ti ricorda tua nonna, la tua famiglia?

La torta di mele di nonna! C’è sul mio blog ed è proprio la sua ricetta.

Chiara, come nasce l’idea per il tuo blog, Chiara’s Bakery?

Continuavo a passare il mio tempo in cucina, a creare ricette su ricette.
Le scrivevo tutte su un quadernino e poi le condividevo su Instagram.
Ad un certo punto mi sono detta, da maniaca dell’ordine, che dovevo iniziare a creare un libro di ricette digitale, alla portata di tutti, nel modo più facile possibile. Così nasce il blog, dopo la mia pagina Instagram.

Quanto sono stati utili gli studi universitari che hai fatto per metter su il tuo blog e per la tua attività su Instagram?

Tanto (Chiara ha una Laurea in Comunicazione e Marketing – ndr). L’Università mi ha dato le basi per capire come funzionava il mondo della comunicazione. L’utilizzo dei colori, la posizione degli oggetti in una fotografia, il modo in cui la psicologia umana percepisce una pubblicità e l’importanza del tono nella comunicazione.

Grazie all’Università ho imparato ad utilizzare programmi di postproduzione, anche se il grosso poi l’ho imparato da sola e non che sia un genio, anzi, sono abbastanza imbranata.

Ad ogni modo, l’Università mi ha spinto ad essere sempre la parte più creativa di me. Perché anche la creatività va allenata sul campo.

Direi che ci sei riuscita alla grande, le tue foto sanno far venire l’acquolina ai palati più golosi! Tanto da portarti a lavorare in America: com’è arrivata questa opportunità?

L’America è arrivata in una sera fredda di gennaio, quando mio fratello è andato a cena con un suo vecchio compagno di Università, che gli ha chiesto se conoscesse qualcuno disposto a venire a fare un’esperienza all’estero, nella sua bakery.

Mio fratello ha subito fatto il mio nome, con sviolinate varie, ovviamente.
Insomma, io insoddisfatta del mio lavoro e chiusa in un mondo che non mi apparteneva, ricevo questa chiamata: ti va di venire in America?

L’America era il mio sogno e io ho avuto una grande botta di culo sì, ma poi me lo sono anche spaccato…sì, il culo. Così, dopo tanta fatica, mi sono guadagnata la fiducia di questa vecchia matricola ed ora mio titolare.

Ad ogni modo il mio titolare, dopo aver guardato il mio blog e tutto, l’ho convinto a chiamarmi…diciamo che il blog ha aiutato molto!

Chiara, com’è lavorare in una bakery americana? Ci sono delle differenze che hai notato rispetto all’Italia?

Non ho mai lavorato in una bakery italiana, ma ho lavorato come cameriera in passato e posso dire che il modo di lavorare è completamente diverso.

Pochissimi, ci mettono la passione, tantissimi, lo fanno solo per soldi.
Quindi, spesso, la voglia di imparare è poca, quel che basta per fare il proprio, ma non di più. Ed è la passione che mi manca vedere nelle persone.

Poi, guardando al di là del cuore, ma alla modalità di lavoro, di per se è diverso e sicuramente molto più organizzato e segmentato rispetto all’Italia. Ci sono tanti ruoli, con i loro processi da seguire, quindi ognuno fa il suo, come da programma. È una cultura individualista, diciamo, ma allo stesso tempo organizzata ed efficiente.

A me piace molto, perché le cose funzionano, ma io prendo il mio lavoro di cuore proprio, quindi quando vedo i dipendenti dare il minimo, mi abbatto tantissimo, quindi mi ritrovo a motivare il team e a fare squadra, condividendo la mia passione!

Pensi che continuerai a lavorare in America, Chiara? Visto che il loro modo di fare è in linea con il tuo modo di lavorare.

Tornerò in America a fare ciò che amo e ci sono anche bei progetti di crescita professionale a riguardo. Penso che sia una bella occasione per la mia vita. Quindi ho scelto di ritornare e continuare la mia vita lì.

Diciamo che il modo di lavorare mi piace dal punto di vista organizzativo, dal punto di vista di coinvolgimento umano mi destabilizza un po’, ma ci sta, è la loro cultura. Ma io sarò la per mostrare la mia, magari ne esce qualcosa di bellissimo

Ma parliamo anche dei tuoi “pupini”, i tuoi followers: che rapporto hai col tuo pubblico?

Bello, semplice e diretto. Ricevo tantissimo affetto. Per me, siamo una comunità bella bella, senza cattiveria, ma con profonda armonia: ci facciamo forza a vicenda. Gli haters non si sono mai fatti troppo vivi.
Forse perché sono ancora troppo piccolina in questo mondo, ma immagino che non proprio tutti quelli che mi seguono, lo fanno con affetto vero.
Ma ci sta!

Per me i pupini sono quella forza ed il supporto importante che non ho mai preteso, ma è arrivato. Quindi per me sono preziosi!

Spesso decidi di condividere col pubblico anche episodi che esulano dal tuo lavoro, che riguardano la tua vita privata. Ti hanno mai criticata per questo?

Mia mamma è il mio giudice peggiore: “Non dire parolacce!! Non sta bene!”

No, anzi, l’interesse cresce quando mi mostro in tutto e per tutto!

Chiara, come ti immagini fra qualche anno? Qualche sogno nel cassetto?

Fra qualche anno mi immagino ancora in cucina, ad imparare e a creare, ma non voglio fermarmi a quelle quattro mura. Sono un’anima irrequieta, che pretende sempre qualcosa in più da se stessa. Vorrei continuare a crescere nella parte online della mia vita, ma anche in quella offline. Sogni nel cassetto? Ne ho tanti, ma tra questi vedere un mio libro di ricette sugli scaffali delle librerie.