Chernobyl: disastro nucleare del 1986

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Il 26 aprile del 1986 avveniva il disastro nucleare di Chernobyl

Nei primi anni 80 del Novecento, si completò la costruzione dei quattro reattori della centrale nucleare di Chernobyl. Il 26 aprile 1986, era in corso un test di sicurezza per controllare il funzionamento del generatore elettrico in caso di blackout. Un ingegnere che controllava il reattore 4, annotò sul registro anomalie e malfunzionamenti. Si verificò successivamente un aumento di potenza che causò due esplosioni seguite da incendi. Il cuore del reattore 4 fu distrutto e causò la morte di un impiegato (il cui corpo non sarà mai ritrovato) e un’altra persona. A causa di una serie di errori da parte degli addetti alla centrale, la situazione peggiorava sempre di più e per “rimediare” furono violate le norme di sicurezza, recando ulteriori danni. Purtroppo le autorità sovietiche nasconderanno questo disastro per un bel po’ di tempo.

La storia

Chernobyl si trova in territorio Ucraino a circa 80km dalla capitale Kiev (vicino al confine con la Bielorussia). Ad oggi, il disastro nucleare avvenuto nel 1986 è classificato con il settimo livello, il massimo della scala di gravità di incidenti nucleari INES.

Quando attivarono i primi reattori della centrale nucleare, si verificarono dei problemi che nessuno prese in considerazione. Pertanto, nel 1983 anche il reattore numero 4 diventò operativo. Il personale di questo reattore iniziò a svolgere dei test, disattivando allarmi di sicurezza per evitare interruzioni. Il nocciolo del reattore iniziò a surriscaldarsi, ma gli esperimenti continuarono. Nel 1986 avvenne la catastrofe.

In seguito all’esplosione del reattore 4, arrivarono i pompieri per spegnere gli incendi, ma erano privi di protezioni adeguate, esposti alle radiazioni. Per cercare di raffreddare il reattore, versarono 4mila tonnellate di piombo, sabbia e carburo di boro. Gli abitanti di una città vicina (circa 48mila) furono evacuati dopo quasi due giorni dall’incidente. Essendo all’oscuro di tutto, penseranno di poter tornare nelle loro abitazioni in breve tempo. Nei mesi successivi, chiamarono in aiuto minatori (ovviamente esposti a rischio), per scavare un tunnel lungo 150m sotto il reattore e collocare un sistema di raffreddamento. Sfortunatamente, non sarà mai installato.

Il 9 maggio ci fu un’altra esplosione che sprigionò una nuova nube radioattiva la quale, depositò materiale nocivo nel raggio di 35 chilometri. Fortunatamente, si riuscì a sigillare il reattore e impedire nuove fuoriuscite.
I danni furono enormi, dai casi di tumori al numero di morti (dai 30.000 ai 60.000).

Visite a Chernobyl

Dal 2011 è possibile fare un’escursione guidata vicino la zona di Chernobyl. Ma esistono anche persone (chiamate stalker) che illegalmente svolgono visite turistiche, come una sorta di “spedizione proibita”. Attualmente la zona è disabitata e radioattiva, non come quando è avvenuta l’esplosione, ma permanere a lungo tempo è rischioso per la propria salute.

I pericoli principali che gli stalker intraprendono sono:

  • edifici abbandonati che rischiano di crollare da un momento all’altro
  • essere scoperti dalla polizia

Se si vuole visitare questo luogo, sarebbe più opportuno farlo legalmente e con guide turistiche esperte.