Centimetro Quadrato: l’arte secondo i ragazzi

Centimetro-Quadrato

Introduzione a Centimetro Quadrato

Centimetro Quadrato è un progetto artistico ideato dal professore Mauro Palumbo dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Esposto nella chiesa di Sant’Erasmo presso la piazza d’armi di Castel Sant’Elmo, il progetto volge ad abbattere le barriere del distanziamento sociale. Ma lasciamo parlare il diretto interessato, il professore Mauro Palumbo.

Da cosa nasce e a cosa punta il progetto “Centimetro Quadrato”?

Centimetro quadrato nasce dall’esigenza di portare un laboratorio artistico a distanza, attraverso uno schermo.
L’idea nasce dal confronto diretto coi miei studenti. Inizialmente l’opera prevedeva l’esposizione attraverso i non luoghi (metropolitane e stazioni) dove entra in atto una riflessione, che riporta inevitabilmente alla distanza interpersonale. Tanti tasselli di un centimetro quadrato formano il metro quadrato, quindi il cosiddetto distanziamento sociale. Fortunatamente si è avuta la possibilità di portare il progetto all’interno di un museo e di vivere questa didattica sperimentale nei contesti museali.

Qual è stato il ruolo dell’arte durante la pandemia e come si differenzia dal ruolo che assume quotidianamente?

Il ruolo dell’arte, indipendentemente dalla pandemia, ha una funzione prettamente pedagogica e sociale. Aiuta a riflettere, ad aprire il punto di vista e cambiare quello che di solito vige nell’immaginario collettivo nei confronti della pratica creativa. Il ruolo che dovrebbe avere è quello, appunto, di sensibilizzare artisticamente le persone ad aprirsi al bello e al bene comune.

I veri protagonisti del progetto sono i suoi studenti, per quale motivo ha deciso di affidare a loro l’elaborazione di “Centimetro Quadrato”?

Ho voluto affidare a loro l’elaborazione del progetto proprio per fargli vivere un’esperienza creativa, ma anche organizzativa. Ho consentito loro di organizzarsi e di introdursi nell’esperienza museale, in modo tale da poter acquisire conoscenze. Il mio obbiettivo era quello di fargli vivere questo corso basandomi sull’esperienza, che considero fondamentale nella didattica dell’arte.

Ma ora passiamo ai veri protagonisti del progetto: i ragazzi dell’Accademia.

L’idea del progetto è del Prof, ma la realizzazione è stata vostra. Da cosxa è nata l’ispirazione?

L’ispirazione è nata da tutto ciò che ci circonda, dai nostri compagni alle esperienze e passioni individuali. Il merito è anche del professore che ci ha suggerito di fare un disegno per ogni tassello del mosaico. In ogni singolo quadrato è presente un po’ di ognuno dei ragazzi che hanno partecipato al progetto.

Al vostro docente ho domandato quale fosse il ruolo dell’arte nella pandemia, ma nella vostra vita quale ruolo assume?

È di certo stato un ottimo sfogo durante la pandemia, sia dando spazio alla creatività, sia imparando nuove tecniche. Oltretutto, è un invito alla curiosità: informarsi, leggere, imparare, conoscere sempre cose nuove. È una passione che nasce da bambini e che si è andata ad espandere col tempo e la pandemia ha aiutato a riavvicinarsi a questa passione, dandoci più tempo per sperimentare e migliorarsi. Per alcuni, la quarantena è stato un freno creativo, per altri, invece, è stata una spinta a superare i propri limiti.

A proposito di covid, questo è stato il vostro primo anno in accademia. Come è stato il passaggio in una nuova realtà attraverso la DaD?

Iniziare in DaD un percorso accademico è strano e limitante nell’aspetto sociale, cosa che abbiamo recuperato anche grazie al progetto “Centimetro Quadrato”. Il lato positivo è che ci ha concesso anche più tempo per lo studio. Fortunatamente, siamo riusciti a creare un gruppo già prima delle prime lezioni in presenza. Grazie al progetto del professor Palumbo, siamo riusciti a consolidare questo legame. Un grazie va anche agli altri professori, che ci hanno dato un supporto e ci hanno aiutato a superare questa difficile situazione.

A causa del covid, i musei hanno perso visitatori. Voi che siete il futuro di questo settore, come risolvereste questa situazione?

Poter ospitare gli studenti e fare lezione nei musei è già un grande passo avanti e sarebbe ottimale ospitare più scuole, soprattutto quelle nell’ambito artistico, per dare un’impronta che renda più profonda una lezione qualunque. Bisognerebbe poi anche stimolare l’interesse, giocando sugli stimoli sensoriali a 360 gradi.

La definizione di arte diventa sempre più complessa, ma per chi la pratica (e cioè voi) cos’è l’arte?

Tutto ciò che ci circonda è arte: anche una semplice panchina viene creata da un artista. Tutto è arte e va visto come tale. L’arte è il modo in cui una persona vede la realtà, è una questione di sensi ed emozioni.

Vi chiedo, infine, un saluto ed un consiglio per i nostri lettori

Approcciatevi all’arte con mentalità aperta e siate sempre curiosi.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.