“El Pueblo Unido” che il 26 ottobre è stato più unito che mai

Cancellazione-Costituzione-iper-liberista

Cancellazione della Costituzione iper-liberista

26 ottobre 2020, oggi è con le canzoni degli Inti Illimani nelle orecchie che apprendiamo la notizia che il popolo cileno, ha approvato con il 78% dei voti la cancellazione della Costituzione iper-liberista scritta sotto il regime di Pinochet.

Una notizia incredibile, come i numeri raggiunti dal referendum

La vera rivoluzione che il popolo cileno finalmente merita, partirà proprio da quest’evento, più precisamente l’11 aprile 2021, giorno delle elezioni amministrative, in cui verrà chiesto al popolo cileno di formare un’Assemblea Costituente, composta da uomini, donne e indios.

La stesura della nuova Costituzione inizierà a maggio 2021 e verrà, poi, sottoposta ad un nuovo referendum. Nel caso in cui dovesse essere approvata, entrerà in vigore automaticamente al posto della precedente.

L’emozione di un popolo segnato nel profondo, si è manifestata nelle piazze di tutto il paese, soprattutto a Santiago, tra feste e fuochi d’artificio. Una festa che non scorderemo, così come non dimenticheremo il dolore che ha accompagnato i cileni per ottenere questo risultato.

Le rivolte del 2019

Non troppo tempo fa nelle pagine della storia cilena, venivano scritti i presupposti per arrivare a cotanto atteso risultato.

Infatti, non è difficile ricordare le immagini dei telegiornali che mostravano il caos generato nelle metropolitane di Santiago, al seguito dell’aumento del prezzo dei ticket.

Manifestazioni violente per le strade e nelle stazioni della capitale, facevano pensare ad un principio di guerra civile guidata da gruppi di studenti, per lo più liceali, seguiti a ruota da altre fasce deboli della società.

Il presidente conservatore Piñera dichiara lo stato di emergenza e impone il coprifuoco nella capitale e nelle città in cui si era diramata la rivolta; stimata la morte di 15 persone, 88 feriti e l’arresto di più di mille rivoluzionari.

Pillole di storia per comprendere la gioia di questo evento 

Il governo socialista di Allende, nato nel 1970, venne rovesciato nel ‘73 con il golpe cileno, guidato dall’esercito e dalla polizia nazionale. Con il suicidio del marxista Salvador Allende, Augusto Pinochet riporta al potere la destra, con una Junta militar de gobierno durata fino al 1990. 

Negli otto anni successivi, il dittatore rimase al comando delle forze armate fino alla sua pensione, nonostante abbia ammesso di aver commesso crimini contro l’umanità.

Il così detto Cile di Pinochet, rappresenta un doloroso periodo di storia, determinato da una politica nazionalista, anti-liberale, iper-liberista ed anticomunista che ha determinato la repressione degli oppositori, sottomessi a torture e interrogatori. 

Gli arresti che sono avvenuti nei 17 anni di dittatura, hanno fatto nascere il caso dei desaparecidos, in quanto venivano dichiarati “scomparsi” coloro che furono detenuti nei campi di detenzione clandestini, destinati ad una morte senza luogo per esser pianti.

Nella cultura popolare

Durante il regime, sono state cantate e suonate canzoni e sono stati scritti libri sul tema delle dittature latino-americane del ventesimo secolo, infatti di seguito sono riportati alcuni versi di una canzone che esprimono le sensazioni di questo paese martoriato:

Soy lo que sostiene mi bandera
La espina dorsal del planeta es mi cordillera
Soy lo que me enseñó mi padre
El que no quiere a su patria no quiere a su madre
Soy américa latina
Un pueblo sin piernas pero que camina

Traduzione

Sono colui che tiene la mia bandiera
La spina dorsale del pianeta è la mia cordigliera
Sono ciò che mio padre mi ha insegnato 
Chi non vuole la sua patria non vuole la sua madre
Io sono l’America Latina
Un popolo senza gambe però che cammina

Calle 13, Latinoamérica

Per concludere, chiunque sia cresciuto all’inno di El pueblo unido jamás será vencido e con le favole di Luis Sepúlveda, non può non emozionarsi per una rivoluzione di questa portata.

Caro Chile, siamo fieri di te.

Siempre adelante