Il pagellone della Serie A

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La Serie A 2020/21 è passata agli archivi chiudendo con il botto. É arrivato il momento di tirare le somme di una stagione intensa con il pagellone della serie A

Dopo un anno e mezzo di calcio no-stop, mi chiedo come faranno i tifosi a non cadere in un loop d’astinenza nei prossimi due mesi e mezzo senza Serie A. La stagione 2020/2021 è stata intensa, più simile ad una maratona cinematografica. Si è posta in direttissima conseguenza alla stagione precedente che, a causa del covid-19, si era protratta fino alla fine di luglio: due settimane di stop e si è ripreso subito. Nata con queste premesse e con tante variabili, si è rivelata una delle più interessanti degli ultimi anni.
L’antica arte del pagellone della Serie A venga a me!

Inter: voto 9

9 come il numero di Romelu Lukaku. 9 che si somma al 10 di Lautaro Martinez, in un eterno simbolismo calcistico, per arrivare a 19. Ed è il diciannovesimo Scudetto per i nerazzurri. Aritmeticamente campioni con quattro turni d’anticipo, un girone di ritorno da schiacciasassi: 16 vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta. Ma la stagione dell’Inter è stata piuttosto schizofrenica, nonostante i 91 punti. Forse è una questione genetica, una naturale tendenza alla follia, ma l’Inter inizia male, si riprende, ha qualche passaggio a vuoto, si consolida e poi distrugge tutto ciò che gli passa davanti. Scudetto meritato e testa all’anno prossimo.

Milan: voto 8.5

Se i tifosi dell’Inter dopo tanti anni hanno vissuto una stagione tranquilla, seppur schizofrenica (ma per i canoni dell’Inter è stata una passeggiata di salute), il Milan ha vissuto un finale di stagione al cardiopalma. Parte fortissimo, imbattuto per 16 giornate. Vince il girone d’andata, poi inizia a perdersi in Liguria: Sanremo e La Spezia gli saranno indigeste, per motivi diversi. Il girone di ritorno è complicato, ma ogni volta che s’è trovato con le spalle al muro, ha tenuto botta ed è stato capace di vincere a Torino con la Juventus e a Bergamo con l’Atalanta. Arriva 2° ed è un grandissimo risultato: torna in Champions League con una rosa tutt’altro che favorita nei pronostici.

Atalanta, Spezia: voto 7.5

La Dea non può essere più considerata una sorpresa del campionato. Ragion per cui merita qualche strigliata. Arriva terza ed è un ottimo risultato, ma qualcosa non ha funzionato. Per valori della rosa, per consapevolezza acquisita e durata del progetto tecnico, dai bergamaschi ci si poteva, ragionevolmente, aspettare qualcosa di più. Nell’ultima curva di questa stagione calcistica, ha perso una finale di Coppa Italia ed un secondo posto che poteva valere tanto per la storia dei bergamaschi e 3 milioni in più per le casse (oh, sossoldi!). Lo Spezia è stata la rivelazione assoluta del campionato: principi di gioco, vittorie storiche (vs il Milan) e salvezza tranquilla. Niente male per una squadra dal budget bassissimo. Il pagellone della Serie A non può che premiarli.

Juventus: 6-

Per il rotto della cuffia entra nelle prime quattro, complice l’harakiri del Napoli. Una stagione partita male e continuata peggio. Da tre anni il progetto tecnico della Juventus è volubile. La scelta di Pirlo, fin dall’inizio, è parsa piuttosto azzardata. I bianconeri hanno il monte-ingaggi più alto della Serie A e vedere Cristiano Ronaldo in ansia mentre guarda da uno smartphone Napoli-Verona in contemporanea… beh, è stato il termometro di una stagione negativa, ma che poteva essere fallimentare. Sufficienza striminzita.

Napoli: 5

Che nota dolente! Forse i tifosi degli azzurri darebbero un voto anche più basso dopo l’ultimo turno. Il Napoli regala il posto alla Juventus inciampando contro il Verona di Juric al “Maradona”. Per il valore della rosa, il Napoli doveva essere molto più in alto al termine del campionato. Ma, va detto, ha delle attenuanti. Per molti mesi ha avuto a che fare con infortuni concentrati in zone del campo. Fare 77 punti giocando per 1/3 del campionato senza i due attaccanti titolari, non è da poco. Cosa sarebbe l’Inter senza Lautaro e Lukaku? L’Atalanta senza Zapata e Muriel? La Juventus senza Ronaldo e Morata?
Ma i partenopei si sono fermati sul più bello, dopo un girone di ritorno che ha fruttato ben 43 punti. Intanto, Gattuso è stato esonerato via Twitter; forse, l’ambiente interno non era affatto dei più sereni. Che beffa, Aurelio!

Lazio, Roma, Fiorentina: 5

Le squadre della Capitale hanno avuto una stagione insufficiente. La Roma condizionata da tanti infortuni non ha avuto continuità nel corso della stagione. La Lazio è stata protagonista di troppe polemiche: il caso-tamponi, il recupero di alcune partite (es. Lazio-Torino). Ma dai biancocelesti ci si aspettava di più. Simone Inzaghi ha dimostrato che fa fatica a disimpegnarsi su più fronti. Probabilmente andrà via, e chissà chi affronterà Mourinho nei prossimi derby. Per la Fiorentina, l’ennesima stagione lontana dai riflettori, nonostante una rosa di buon livello ed investimenti importanti da parte di Rocco Commisso. Unica soddisfazione il 3-0 a domicilio contro la Juventus.

Sassuolo, Sampdoria, Verona: 6.5

I neroverdi di mister De Zerbi non si qualificano alla neonata Conference League per due gol, pur avendo gli stessi punti della Roma. Un peccato perché ha fatto una grande stagione che, con l’Europa, sarebbe potuta essere ottima.
Samp ed Hellas si salvano in estrema serenità. Nessuna grande pretesa all’inizio del campionato, si sono tolte alcune soddisfazioni: la Samp che batte l’Inter e il Verona che non ha mai perso contro Juve e Napoli. Hanno avuto stagioni migliori, ma anche peggiori.

Genoa, Bologna, Udinese: 6

Senza infamia e senza lode. Si salvano senza troppi affanni, ma non lottano per nulla di importante. Il Genoa continua con il suo “odi et amo” con mister Ballardini: salva il Grifone, esonerato, richiamato, salva il Grifone… e così, in loop, da anni. Non c’è molto da aggiungere nel pagellone della Serie A per loro.

Cagliari, Torino, Crotone: 4.5

Torino e Cagliari sono, rispettivamente, l’ottava e la nona squadra nella classifica del monte ingaggi. Non è accettabile che si salvino a stento, più di qualcosa evidentemente non ha funzionato. Soprattutto, è un’agonia vedere una squadra gloriosa e blasonata come il Toro annaspare in acque così torbide. Dal Crotone non ci si aspettava molto, la salvezza sarebbe stato un miracolo; retrocede penultimo in classifica. Il pagellone della Serie A poteva essere anche più severo per i sardi e i piemontesi, ma alla fine possono ripartire dalla massima serie.

Benevento, Parma: 4

Il Benevento come Penelope: nel girone d’andata tesse la tela della salvezza, in quello di ritorno la disfa. Un disastro che rispedisce i giallorossi in serie B. Per una squadra campana che scende, ce n’è una che salirà. Il Parma, invece, arriva ultimo. Le stagioni in cui si avvicendano due proprietà non sono mai facili, ma i dirigenti degli emiliani hanno sbagliato davvero tutto. Ripartiranno dalla B e dagli errori commessi.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.