Bo Burnham torna con un piccolo capolavoro dell’assurdo: Inside

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Lo special Netflix “Inside” vede il ritorno del comico attore e cantante Bo Burnham a 5 anni dal suo stop

Di recente interprete del film vincitore agli Oscar “Una donna promettente“, Bo Burnham, a soli 30 anni, vanta nel suo curriculum un film da lui diretto “Eight grade“, una serie di show comici in tutt’America e tre speciali su Netflix. Il terzo, girato durante la pandemia, è uscito pochi giorni fa e rappresenta il suo ritorno sulla scena dopo 5 anni di stop dai live.

Bo Burnham, l’esordio come youtuber e la fama

Prima di diventare musicista, comico, attore, regista, sceneggiatore e poeta; nel 2006 diventa virale grazie a due video caricati sulla piattaforma youtube e che ad oggi superano le 300milioni di visualizzazioni.

Auto produce e filma i suoi video in cui si accompagna suonando pianola e/o chitarra, il leitmotiv della sua carriera è infatti sempre stato il concetto di amatoriale, del “do it yourself”. Continua a pubblicare video online a seguito dell’aumento dell’audience, fino ad ottenere un contratto discografico di 4 anni con la Comedy Center Recors. Registra nello stesso anno del 2008 una performance a Londra per The World Stands Up di Comedy Central; che di fatto lo fa essere il più giovane artista a fare ciò. Pubblica sotto l CCR un EP composto da sei canzoni da lui scritte e arrangiate, per poi pubblicare il primo album completo nel 2009, con l’omonimo titolo di “Bo Burnham”.

Nella primavera del 2010 registra il primo live del suo stand up show “Words, words, words” per Comedy Central, andato in onda sulla stessa rete. Mentre nel 2013 e nel 2016 regista rispettivamente il suo secondo e terzo speciale rilasciati su Netflix, rispettivamente intitolati “What” e “Make you happy“.

Oggetto delle sue canzoni/spettacoli sono i temi del razzismo, sessismo e della religione, riferendosi al suo personaggio come la versione più arrogante di sé. Nello specifico, lo speciale “Make you happy”, parla già dal titolo del suo controverso rapporto con i fan di odio e amore; che vorrebbe far divertire senza però al contempo tradire se stesso e le sue idee. Irriverente e con una comicità satirica ed auto riferita, Bo Burnham critica se stesso nelle sue performance come “arrogante uomo etero bianco“; che prova ad autocompiacersi nel tentativo di prendere le difese delle minoranze in battaglie che in realtà non gli stanno a cuore e/o che non lo riguardano. Prendendo se stesso come capro espiatorio, estende di fatto con ironia le sue stesse critiche alla società allargata, fatta di ipocrisia e cinismo. Ancora, in “Make you happy“, troviamo sketch relativi agli stereotipi razziali e sull’ipocrisia del mondo dello spettacolo.

L’unica cosa che non appartiene a noi Americani, è la creazione del burro di arachidi”.

.. E ancora

“I cantanti country ci arruffianano con la scrittura di brani su una realtà rurale di cui loro non conoscono nulla, nei loro stivali costosi”.

Gli attacchi di panico, lo stop e il ritorno con lo speciale Netflix “Inside”

Inside, terzo special Netflix, è uscito questo 30 maggio. Il prodotto, totalmente anticonvenzionale e innovativo, presenta un nuovo modo di fare comicità, unico e diverso da quello che siamo abituati a vedere. Girato nella sua casa, quasi unicamente in una stanza adibita a studio di registrazione; Bo scrive, si dirige, si riprende, lavora al montaggio e alla post produzione del suo ultimo lavoro durante l’anno e mezzo della pandemia da Covid19.

Monta le scene senza una apparente logica e con una mancanza di fluidità nelle stesse, di cui non fa mistero neanche allo spettatore. Riprendendo il format dei suoi spettacoli, la puntata/documentario è costituita da un’ora e quaranta di sketch e canzoni comico satiriche, alternate da altre più introspettive. Spazia dal parlare/cantare della irrealtà dei nostri racconti social White Woman’s Instagram; allo schiavismo degli stagisti Unpaid intern. In una grottesca comicità, Inside risulta difficile da descrivere a chi non l’ha visto. É un prodotto unico nel suo genere, folle, pazzoide. Un piccolo capolavoro dell’assurdo. Allo stesso tempo, però, appare perfettamente lucido se calato nel periodo storico attuale e quindi in linea con gli stati mentali tra i più diffusi nell’ultimo anno e mezzo, tra cui appiattimento emotivo e ansia.

Bo dedica gli ultimi 15 minuti della puntata a se stesso per mettersi a nudo, raccontando del motivo dietro l’abbandono dei live, avvenuto cinque anni prima. Decisione che i fan non sono mai riusciti a spiegarsi, soprattutto perché avvenuta nel vivo del suo successo. Il comico fa dunque riferimento ad una salute mentale all’epoca molto precaria, caratterizzata da ansia e da attacchi di panico.

“Mi chiedevo, come posso farli divertire se non mi prendo cura della mia salute mentale? E in effetti negli ultimi anni, l’ho fatto. Mi sono dedicato alla mia salute e ora sto meglio. Quindi mi sono detto, se mi ero rintanato fuori dal mondo per stare meglio, ora posso uscire e tornare!”

Parlando con ironia del compito affidatogli da Dio di salvare il mondo con la sua comicità; possiamo dire che Burnham assolve in pieno tale voto con questo suo ritorno.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.