Blue Monday: marketing e immaginario collettivo

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Blue Monday: espressione e ricorrenza in circolo dal 2005, quando venne utilizzata per la prima volta in una strategia di marketing. 

Le origini

Il calcolo, escogitato da Cliff Arnall, psicologo dell’università di Cardiff, fu divulgato nel 2005 tramite un comunicato stampa di Sky Travel (un programma televisivo britannico).

Arnall affermò di aver trovato il modo per aiutare le compagnie di viaggio a comprendere le abitudini e le propensioni dei propri clienti. Notò che questi erano più disposti a prenotare un viaggio in periodi particolarmente carichi di tristezza. Questo giorno coinciderebbe, di solito, con il terzo lunedì del mese di gennaio.

La disequazione usata è la seguente

dove 

  • Tt = tempo di viaggio;
  • D = ritardi;
  • C = tempo speso in attività culturali;
  • R = tempo speso rilassandosi;
  • ZZ = tempo speso dormendo;
  • St = tempo speso in uno stato di stress;
  • P = tempo speso a preparare i bagagli;
  • Pr = tempo speso nella preparazione.

Nel 2009 veniva invece pubblicata quest’altra formula

dove

  • W = condizioni atmosferiche;
  • D = debito;
  • d = salario mensile;
  • T = tempo trascorso da Natale;
  • Q = tempo trascorso dal fallimento dei propositi per il nuovo anno;
  • M = livelli motivazionali bassi;
  • Na = sensazione di una necessità di agire.

In entrambe non viene definita nessuna unità di misura.

Si tratta infatti di pseudoscienza, questa metodologia vuole apparire scientifica ma non è caratterizzata da alcuna aderenza al metodo scientifico, tanto da essere stata esplicitamente rifiutata tramite un comunicato stampa dalla stessa università di Arnall.

Blue: terminologia e cultura

Sin dal XIV secolo la parole blue era associata a tristezza e malinconia, forse per il colorito bluastro della pelle causato dal freddo o da problemi cardiaci.

Nel XIX secolo nasce negli Stati Uniti l’espressione “I’m feeling blue“, usata generalmente da chi si sente inspiegabilmente afflitto e depresso. Un po’ l’equivalente del nostro “grigio”.

Anche la denominazione dell’omonimo genere musicale deriva dal termine the blues che ha a sua volta origine dall’espressione blue devils.

Il blu è anche il colore del personaggio Sadness (Tristezza) nel film del 2015 Inside Out .

E chi non conosce questo brano iconico?

Riscatto dal Blue 

Essendo nata come strategia per invogliarci, letteralmente, a volare via, cosa fare oggi 18 gennaio?

  • Mostre online, eccone alcune
  1. Il bacio (e non solo) di Gustave Klimt al Museo del Belvedere di Vienna.
  2. Andy Warhol alla Tate Modern di Londra.
  3. Vincent Van Gogh nel museo di Amsterdam.
  4. Michelangelo nelle cappelle medicee.
  5. Raffaello Sanzio alle Scuderie del Quirinale
  • Film 

Consiglio la visione di “Blue is the warmest color” (in italiano “Vita di Adele“), pellicola di Steven Spielberg, vincitrice della Palma d’Oro alla 66° Edizione del Festival di Cannes (disponibile anche nel catalogo Netflix).

Il colore blu viene utilizzato in tutto il film, dalle luci al colore dei capelli della protagonista; vi è spesso un riferimento a Pablo Picasso (anch’egli ha attraversato un celebre periodo blu). 

Ma in fondo cosa può essere più blu di un qualsiasi lunedì?