Autismo: “diverso” è speciale

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Oggi 2 aprile, è la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo, istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale dell’ONU. La ricorrenza richiama l’attenzione di tutti sui diritti delle persone nello spettro autistico

L’Autismo è una sindrome insorgente nei primi due anni di vita, che si manifesta con profondo distacco dall’ambiente (ma con intense reazioni emotive alle variazioni di questo), comportamenti motori ripetitivi e monotoni, indifferenza ai consueti vezzeggiamenti, linguaggio assente o comunque privo di valore comunicativo.

In psichiatria, l’autismo è definito come la perdita del contatto con la realtà e la costruzione di una vita interiore propria, che alla realtà viene anteposta.

“Diverso” è speciale: delicate esistenze sul grande e piccolo schermo

Viviamo in un mondo che è alla frenetica ricerca dell’originale, dell’eccezionale, del differente, dell’inusuale. 

Perché allora le disabilità fanno ancora paura? L’autistico in quanto “diverso” è speciale: è speciale perché fuori dalla norma, non omologato.

Chiuso nel suo mondo, chi soffre di disturbi dello spettro autistico, inconsapevolmente riesce a donare quel fattore aggiuntivo al neurotipico, per affrontare la vita con occhi diversi e a dare il privilegio -a chi si pone con il giusto approccio- di entrare per osmosi in quella realtà altra.

Il cinema e la televisione hanno sempre mostrato un particolare interesse per questa categoria di delicate esistenze, cercando di portare in scena l’approccio con gli abitanti di questi universi paralleli.

Rain Man: l’autismo e il valore della diversità

Rain man è un film del 1988 diretto da Barry Levison, con Tom Cruise e Dustin Hoffman nei panni di due fratelli: Charlie (il minore: materialista ed egoista) e Raymond (il maggiore: autistico).

La pellicola affronta l’evoluzione del rapporto osmotico, in principio difficoltoso, dei due protagonisti. La loro è una reciproca accettazione e ricerca dell’equilibrio.

«Charlie avrà modo di conoscere Raymond e di capire il valore della diversità: riporterà cosi il fratello in clinica, rinunciando al denaro e scoprendo il significato dell’amore incondizionato».

Lo spettatore osserva da vicino il viaggio alla scoperta dell’amore fraterno di cui i protagonisti sono stati privati. Charlie si affeziona a Raymond, recuperando così il legame spezzato in tenera età. 

Forrest Gump: l’autismo e i limiti fallaci

“Corri Forrest, corri!”

Forrest Gump è un film del 1994 diretto da Robert ZemeckisTom Hanks nei panni di Forrest, è affetto da un lieve deficit cognitivo e malformazioni agli arti inferiori.

I suoi limiti psico-fisici non gli hanno impedito di andare lontano. In prima persona partecipe agli eventi salienti dell’America dagli anni ‘50 agli anni ‘80, Forrest dopo aver ingranato la marcia, non riesce più a fermarsi.

Accoglie la vita con sguardo al contempo infantile e lungimirante, perché tanto non sai mai quello che ti capita!

Mi chiamo Sam: l’autismo, l’amore e la conquista dei diritti

Mi chiamo Sam (I Am Sam) è un film di Jessie Nelson del 2001.

Un eccezionale Sean Penn è Sam Dawson, un padre quarantenne con disturbi intellettivi e dello spettro autistico, che si ritrova a dover accudire in autonomia sua figlia Lucy di 7 anni.

Intervengono però i servizi sociali, togliendogli la custodia della bambina, che nel frattempo sviluppa capacità superiori a quelle del suo adorato papà.

Questo film toccante percorre gli sforzi di Sam per la riconquista dell’affidamento, a sostegno di quel rapporto speciale instauratosi tra padre e figlia.

La storia del protagonista indurrà un’epifania in Rita Harrison (Michelle Pfeiffer), avvocatessa incaricata del caso, facendo luce sulla possibilità di cambiamento di prospettiva che può generare la vicinanza di queste realtà.

The Good Doctor: l’autismo e l’integrazione

The Good Doctor è una serie televisiva statunitense del 2017, creata da David Shore.

La serie segue le vicende di un giovane specializzando di chirurgia: Shaun Murphy -interpretato da Freddie Highmore– affetto da autismo e sindrome del Savant.

“Autismo: difficoltà nel comunicare. Vi sembra forse la descrizione di un chirurgo?”

Shaun invece, come alcuni soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico, ha una memoria estremamente sviluppata: la sua genialità va oltre l’approccio didattico dei suoi colleghi, dimostrandosi il più delle volte nettamente superiore.

È proprio questo che si intende quando si parla di integrazione delle diversità.

The Good Doctor dà prova del possibile ed efficace inserimento di questi individui all’interno della società. 

Se ti abbraccio non avere paura: padre e figlio on the road

Il percorso dell’autismo attraverso la settima arte si conclude con il documentario che ha ispirato Tutto il mio folle amore (2019) di Gabriele Salvatores.

Se ti abbraccio non aver paura è la storia del lungo viaggio in America che un padre, Franco Antonello, decide di intraprendere con il figlio Andrea, affetto da autismo.

Chilometri e chilometri di deserto, villaggi, incontri, scoperte. Ci sono solo Andrea, la moto e il suo papà.

Il verdetto di un medico ha ribaltato il mondo. La malattia di Andrea è un uragano, sette tifoni. L’autismo l’ha fatto prigioniero e Franco è diventato un cavaliere che combatte per suo figlio. Un cavaliere che non si arrende e continua a sognare. Per anni hanno viaggiato inseguendo terapie: tradizionali, sperimentali, spirituali. Adesso partono per un viaggio diverso, senza bussola e senza meta. Tagliano l’America in moto, si perdono nelle foreste del Guatemala. Per tre mesi la normalità è abolita, e non si sa più chi è diverso. Per tre mesi è Andrea a insegnare a suo padre ad abbandonarsi alla vita. Andrea che accarezza coccodrilli, abbraccia cameriere e sciamani. E semina pezzetti di carta lungo il tragitto, tenero Pollicino che prepara il ritorno mentre suo padre vorrebbe rimanere in viaggio per sempre.

In streaming gratuito lo scorso 2 Aprile per la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo, questo è un documentario di cui consiglio vivamente la visione, capace di emozionare e di toccare le corde più profonde del nostro animo, ma anche di aprire gli occhi su questa speciale “diversità”.

Sul canale Youtube di Ushuaia Film troviamo alcune clip; disponibile integralmente solo su Nexo+

Inversione di rotta: I Bambini delle Fate

Quando si incontra una realtà imprevista che contraddice ogni nostra previsione e ci svela un mondo a noi incognito, si mette in moto il dramma della libertà e quello della scelta in cui si deve rinunciare a qualcosa in nome di qualcos’altro.

Papà Franco fa la sua scelta: decide di dedicare la sua vita ad occuparsi esclusivamente di suo figlio e del suo problema. Lascia il lavoro da imprenditore e fonda I Bambini delle Fate (nel folklore europeo si attribuiva l’autismo e altri disturbi proprio alle fate)un’impresa sociale che dal 2005 si occupa di assicurare sostegno economico a progetti e percorsi di inclusione sociale gestiti da partner locali a beneficio di famiglie con autismo e altre disabilità.

Lavora quotidianamente per creare gruppi di sostenitori che accompagnino nel tempo progetti di inclusione e autonomia volti a migliorare la vita delle tante, troppe famiglie che vivono la sfida dell’autismo e della disabilità ogni giorno.

Affinché si riesca a fronteggiare la paralisi culturale nei confronti del mondo del sociale.

“Dove andiamo? Avanti

PhotoCredits: @thegooddoctorabc

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