Le frecce non scoccate e i treni non partiti

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Un papocchio a vista d’occhio

E’ evidente come un’esigenza di chiarezza, atta solo a soddisfare se stessi, può ferire la persona dalla quale si pretende la spiegazione; succede spesso quando ci si deve giustificare appigliandosi a qualcosa di molto instabile.
Tentando di  dirimere la questione, affidandosi a improbabili spiegazioni che, in verità, hanno di chiaro solo il fatto di non essere all’altezza delle situazioni, è sempre un’impresa difficile. Se non, addirittura, impossibile.
Ci si affida, in tali frangenti, ad una terminologia ondivaga, vagamente complicata e sottilmente criptata.
E’ il metodo della società nel nostro contesto socio economico o solo un mezzo per raggiungere un obiettivo a qualunque costo?

Evidenti anomalie da sanare

Non si annunciano certezze imminenti, circa la riapertura di stadi e luoghi di aggregazione, ma i litorali sembrano avulsi da ogni “ingerenza”, in questa estate anomala. Distanziamento sociale per ombrelloni abbastanza in uso, dispositivi di controllo certamente adottati, ma basta andare sulla battigia, per rendersi conto che le distanze sono assolutamente evase. Lettini accalcati, senza soluzione di continuità, tanto da rendere difficile l’accesso all’acqua – se non tramite articolato zigzagare – da parte degli occupanti gli ombrelloni retrostanti.
Prima, seconda, terza fila, non ha alcuna importanza; per accedere al mare – a meno di improbabili capacità volatili – è un problema.
Nessuno pare dare molto peso alla circostanza, eppure è realtà.

Preoccupazioni latenti

Quando l’erba si muove, un po’ di vento deve esserci. Infatti, ed è argomento risaputo, i contagi sembrano progredire e, dunque, chi deputato alla salute pubblica, corre ai ripari.
Sui treni, quindi, nessun allentamento: ordinanza esplicativa e punto.
E cosa accade? Che, evidentemente, non si era tenuto in giusto conto il fatto di dover aumentare, frequenze e convogli.
Si pensava di ripristinare il “pieno regime”, ma le condizioni attuali non lo consentono; pertanto nessuna vettura al completo, sulle strade ferrate italiane.
La risposta delle aziende è stata assai “rimbalzante”; l’ordinanza non permette la deroga al distanziamento e, di  conseguenza, treni soppressi e biglietti cancellati.
Semplice e lineare; facile come bere un bicchiere d’acqua.
Peccato che la fulminea soluzione coinvolga oltre ottomila viaggiatori, già in possesso del titolo di viaggio.
Si sono, però, attivate tutte le procedure per il rimborso; fanno sapere le medesime aziende. E meno male!
Verrebbe da chiedersi quale altra misura poteva essere adottata, dal momento che non si è in grado di sopperire con corse e treni straordinari.
Il risultato, intanto, è che ancora una volta – l’ennesima – i disagi sono tutti dalla parte della Comunità.
Nulla di nuovo, alla luce del sole.

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