È giusto che proprio tutti abbiano diritto di decidere?

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Il limite della democrazia: tutti hanno lo stesso diritto di scegliere

Utilizzando il termine democrazia in maniera generica diciamo tutto e non diciamo niente.
Esistono infatti tutta una serie di aggettivi che affiancati al termine indicano tipi di regimi totalmente diversi tra loro.
Esiste la democrazia rappresentativa, quella che vige in Italia, la democrazia partecipativa, diretta, indiretta, liberale ecc..

Cos’è la democrazia?

Il principio generale che vede il formarsi dei vari generi di democrazia è sempre lo stesso.
Esso è stato esplicato efficacemente dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 24 ottobre del 2005 durante il Word Summit:
«La democrazia è un valore universale fondato sulla libera espressione della volontà dei popoli nel determinare i propri sistemi politici, economici, sociali e culturali e sulla loro piena partecipazione a ogni aspetto della loro vita.»

In sostanza ciò che riguarda tutti deve essere approvato da tutti, definizione che ritroviamo anche nel diritto romano.
In Italia vige la democrazia rappresentativa, ciò significa che tramite il voto gli italiani stabiliscono chi li debba rappresentare.

Ma se da un lato la democrazia è stata ed è una conquista per molti paesi c’è da porsi un altro imperante interrogativo: è davvero un lato positivo che proprio tutti abbiano diritto di decidere?

Proprio tutti possono decidere

A questo punto sorge spontaneo chiedere: vi è mai capitato di terminare una conversazione estenuante con qualcuno ed aver dovuto ricordare amaramente a voi stessi che anche quella persona ha diritto di votare?

Basti pensare a tutte quelle persone i cui discorsi vi hanno fatto rabbrividire perché carichi di odio, razzismo, omofobia e ignoranza incurabile.

Oppure è opportuno ricordare le conversazioni con coloro che sembrano aver inghiottito un registratore, quelli che ripetono pedissequamente frasi fatte o ascoltate da qualche politico che ritengono essere il salvatore della patria, che rispondono ad una domanda con un’altra domanda, che non hanno mai applicato nella vita la regola del «so di non sapere».

Per non parlare poi di tutti coloro che conducono la propria vita in uno stato di subalternità perenne e si affidano al pensiero di qualche parente, amico, adottando le stesse scelte pur di non mettere in moto un proprio senso critico che pare non essere mai pervenuto.

Ultimi ma non per importanza coloro che si fanno facilmente corrompere, che di politica mai hanno voluto sentir parlare e vendono il proprio diritto di decidere distruggendo la memoria di tutti coloro che sono morti per aver lottato affinché tutti fossimo liberi di scegliere.

Ebbene tutte queste persone con le quali è impossibile intrattenere una conversazione costruttiva hanno diritto di scegliere proprio come voi.

Liberi di prendere la scelta sbagliata per tutti

Un esempio lampante sono gli Stati Uniti d’America il cui popolo ha scelto come presidente il celebre Donald Trump.
Un presidente che fa costruire un muro lungo la frontiera tra il suo paese e il Messico come se la storia non ne avesse avuto abbastanza di muri divisori.
Un presidente che promuove l’uso delle armi, che invita il Giappone a fornirsi di armi nucleari per contrastare la Corea del Nord.
Un presidente che per controbattere ad una donna che gli si oppone la insulta per la sua fisicità dimostrando la propria inconsistenza.
Un presidente che ora ha dato il via alle trivellazioni in un’area artica protetta dell’Alaska.

L’elenco potrebbe continuare a lungo ma non è questo il punto da approfondire, piuttosto bisogna ammettere amaramente che Trump è stato eletto democraticamente il 20 gennaio 2017 senza che lui avesse mai nascosto al mondo e al popolo americano quali intenzioni avesse, senza che avesse mai celato il suo sessismo, razzismo e la sua politica di odio.
La maggior parte delle persone che hanno votato Trump sapevano perfettamente cosa stavano facendo, l’hanno scelto per quello che è e per come si è sempre mostrato.

Se guardassimo al passato del nostro paese potremmo facilmente riconoscere che ci sono stati italiani che sono stati reali sostenitori di Mussolini.
Persone che hanno adottato il suo pensiero facendolo proprio perché mossi da fanatismo, da immotivato desiderio di vincere come se si fosse parlato di una partita di calcio piuttosto che del futuro di un paese.
Anche se con Mussolini non si è trattato di democrazia ma di dittatura e considerando che sarebbe un errore dimenticare tutti coloro che a fatica si sono opposti, è opportuno anche non dimenticare che c’è chi Mussolini lo scelse, Hitler lo scelse, Trump l’ha scelto.

«[…] conteggiare i voti, invece che pesarli.»

La democrazia è quindi una grande conquista sotto molti punti di vista e in qualunque forma essa sia consente al popolo di esprimersi, di non subire le conseguenze delle scelte di qualcuno che si arroga il diritto di poter decidere per tutti ma di farsi carico di ciò che riguarda il proprio paese, se stessi, e le generazioni future.
Mette gli uomini dinnanzi alla sfida di partecipare attivamente piuttosto che subire passivamente.

Il suo gran limite è, però, quella fetta di popolo che non apprezza la libertà di scegliere, che non sfrutta la capacità umana di poter formulare un proprio pensiero in autonomia, che se lo fa sceglie sempre e comunque l’odio e chi si nutre di malvagità non dovrebbe mai aver diritto di scegliere per un altro essere umano.

Dean Inge affermava: «La democrazia è solo un esperimento di governo, e ha lo svantaggio evidente di conteggiare i voti, invece che pesarli.».

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