Nuovo Dpcm: intesa tra Conte e Speranza

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Il nuovo Dpcm firmato nella notte dal premier Giuseppe Conte e dal ministro Roberto Speranza limita ulteriormente le possibilità di aggregazione degli italiani

Nella notte è stato varato un nuovo Dpcm. La misura – ottenuta d’intesa tra il premier Conte e il ministro Speranza – si è resa necessaria a seguito del vertiginoso aumento dei casi di positività nella Penisola.

Il provvedimento sarà valido per i prossimi 30 giorni, al termine dei quali i vertici di governo si riuniranno nuovamente per rimodulare le restrizioni. Salvo il caso di un ulteriore aumento dei contagi. Si concretizzano così i timori di chi temeva una nuova stretta sulle libertà di movimento.

Come annunciato da Conte in un post su Facebook, ecco i punti salienti Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri:

Bar, ristoranti e locali

Potranno rimanere aperti fino alle ore 24, ma non potranno servire clienti al bancone oltre le ore 21. Via libera quindi alla vendita per quei locali che dispongono di servizio ai tavoli, sia interno che esterno.

Feste e movida

Saranno permessi fiere e concerti. Mentre sarà vietata qualsiasi tipologia di festa, sia pubblica che privata. Non ci sono limiti formali al numero di invitati per un party in casa, ma il governo “raccomanda comunque fortemente di evitare feste e di ricevere persone non conviventi in numero superiore a 6“. Le sale da ballo e le discoteche rimarranno comunque serrate. Sarà invece possibile svolgere cerimonie religiose e civili; ma se questi eventi includessero un rinfresco o una festa, allora sarà possibile invitare un massimo di 30 persone, rispettando i protocolli già in vigore.

Cinema e concerti

Per le regioni e le provincie autonome, la decisione sul numero massimo di spettatori – per gli spettacoli cinematografici, teatrali o musicali – spetterà a loro. Resta per ora in vigore il limite massimo di 1000 spettatori per gli spettacoli all’aperto e 200 spettatori per quelli al chiuso. Naturalmente rispettando il distanziamento minimo di un metro tra i posti a sedere.

Sport e stadi

Per quanto riguarda le competizioni sportive, queste sono concesse – come si legge nella bozza – “alle società professionistiche e, a livello sia agonistico che di base, alle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP), nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali (…)” Sono quindi vietate tutte le attività sportive di carattere amatoriale.

Gli stadi utilizzati per le competizioni professionistiche, non potranno superare le 1000 presenze per eventi all’aperto e le 200 per quelli al chiuso. La percentuale massima di riempimento che queste strutture potranno ottenere è pari al 15% della loro capienza regolamentare.

Scuola

Niente didattica a distanza. Uno degli obiettivi del governo, è infatti quello di mantenere aperte le scuole e permettere la piena esperienza di istruzione ai ragazzi. Sospesi però viaggi e gite scolastiche, iniziative di scambio e gemellaggio, nonché le uscite didattiche. Non subiranno invece restrizioni le attività di tirocinio e quelle relative ai percorsi per le competenze trasversali, sia a livello di scuole superiori che di università.

Rimarranno in vigore gli obblighi precedentemente stabiliti.

Mascherine

Nel nuovo Dpcm voluto da Conte e Speranza, il punto meno inaspettato riguarda l’utilizzo delle mascherine e dpi: obbligatori su tutto il territorio nazionale. C’è quindi l’obbligo “di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande“. Come da precedenti misure, le uniche eccezioni a questa regola, riguarderanno coloro i quali abbiano comprovate patologie incompatibili con l’uso della mascherina e i bambini al di sotto dei sei anni. Il Governo raccomanda tuttavia di utilizzare le mascherine anche all’interno delle private abitazioni, qualora queste vengano frequentate abitualmente da persone non conviventi.

L’ordinanza completa è in corso di registrazione sulla Gazzetta Ufficiale

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