Nassiriya, a 17 anni dalla strage

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Il 12 novembre 2003 la strage di Nassiriya, il ricordo che ne rimane è sempre vivo

Oggi cade il diciassettesimo anniversario della strage di Nassiriya, uno degli attentati più gravi che negli ultimi anni hanno riguardato l’arma italiana, definito da alcuni l’11 settembre dell’Italia.

L’attentato a Nassiriya

Erano le 10:40 ora irachena e le  8:40 ora italiana, quando un autocisterna blu carica di esplosivi, con due persone a bordo una delle quali armata, si lanciò, a tutta velocità, contro la base MSU dei carabinieri Italiani, provocando successivamente l’esplosione del deposito munizioni della base.

Il carabiniere Filippa, di guardia all’ingresso della base “Maestrale”, ebbe la prontezza di sparargli contro, uccidendo i due attentatori nel tentativo di fermare la corsa dell’autocisterna, ma a nulla servì.
A circa 20 metri dell’edificio ci fu una fortissima esplosione, fu definita poi dal ministro della difesa dell’epoca il Ground zero.

Fortunatamente l’esplosione non avvenne all’interno della base ma coinvolse solo l’interno, risparmiando così molte vite.

Nell’esplosione rimase coinvolta anche la troupe del regista Stefano Rolla che si trovava sul luogo per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione a Nassiriya da parte dei soldati italiani.

Le vittime

Le vittime furono 28, di queste gli italiani erano 19

I Carabinieri

  • Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte;
  • Giovanni Cavallaro, sottotenente;
  • Giuseppe Coletta, brigadiere;
  • Andrea Filippa, appuntato;
  • Enzo Fregosi, maresciallo luogotenente;
  • Daniele Ghione, maresciallo capo;
  • Horacio Majorana, appuntato;
  • Ivan Ghitti, brigadiere;
  • Domenico Intravaia, vicebrigadiere;
  • Filippo Merlino, sottotenente;
  • Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte;
  • Alfonso Trincone, maresciallo aiutante.

I militari dell’Esercito italiano

  • Massimo Ficuciello, capitano;
  • Silvio Olla, maresciallo capo;
  • Alessandro Carrisi, primo caporal maggiore;
  • Emanuele Ferraro, caporal maggiore capo scelto;
  • Pietro Petrucci, caporal maggiore.

I civili

  • Marco Beci, cooperatore internazionale;
  • Stefano Rolla, regista.

I funerali

La camera ardente fu allestita al Vittoriano, dove fu oggetto di un lungo pellegrinaggio di cittadini.
I funerali di Stato si svolsero nella basilica di San Paolo fuori le mura a Roma, officiati dal cardinal Ruini, con presenti le maggiori autorità dello Stato.
Per quel giorno fu proclamato il lutto nazionale, fortemente sentito da tutta la popolazione.

Giornata della memoria

Purtroppo nella memoria collettiva questi accadimenti tendono ad essere dimenticati.
Questa data rimane però un simbolo; ad oggi celebriamo la giornata del ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace.

Per rispettare i caduti, le loro famiglie, ma anche tutti coloro che sono sopravvissuti e che portano quella data nel loro cuore.