Alex Zanardi è tornato a parlare

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Alex Zanardi, dopo circa sette mesi dal bruttissimo incidente in cui era stato coinvolto, è riuscito a comunicare con la sua famiglia

Alex Zanardi è tornato a parlare. La notizia è stata data Federica Alemanno, la dottoressa che lo ha in cura: “Quando ha cominciato a parlare nessuno ci credeva”.

La neuropsicologa ha parlato del risveglio del grande campione e parlando delle sue condizioni ha detto: “E’ stata una grande emozione quando ha cominciato a parlare. Alex è riuscito a comunicare con la sua famiglia“.

Una ripresa che in pochi potevano pronosticare dopo i quattro interventi maxillo facciali subiti e le condizioni gravissime palesate sin dal principio.

Alex Zanardi è un combattente nato!

L’ultima buona notizia giunse pochi giorni prima di Natale, quando l’ex pilota, iniziò a rispondere alle sollecitazioni attraverso udito e vista.
Di poche ore fa l’ultimo importantissimo aggiornamento per il 54enne bolognese, il quale conferma ancora una volta la incredibile forza d’animo.

In questo momento, infatti, si sta sottoponendo a una terapia particolare chiamata “awake surgery”“È una tecnica molto particolare che si fa in pochissimi centri in Italia”, accenna la dottoressa.

“Questa tecnica, viene utilizzata in casi particolari, soprattutto in pazienti giovani, fra i 30 e i 50 anni, con due tipi di malattia: i gliomi cosiddetti a basso grado e i cavernomi”.
Parliamo, comunque, di malattie piuttosto rare. In sala operatoria dove questi interventi vengono attuati grazie ad un bisturi fatto di radiazioni, che arriva dritto sul bersaglio, con precisione millimetrica.
Ma prima di metterlo in azione il chirurgo simula, con stimolazioni elettriche, l’intervento zona per zona. Se per esempio siamo nell’area della memoria, ripropongo al paziente, che è sedato, ma non addormentato, la fotografia della moglie.
Se la riconosce, significa che il bisturi non danneggerà questa funzione e il chirurgo può procedere. L’obiettivo non è solo la sopravvivenza del paziente, ma quello di salvaguardare il più possibile le funzioni cognitive e assicurare la migliore qualità di vita possibile“.

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