AIDS: è ancora aperta la lotta contro la disinformazione

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Il due dicembre è la giornata mondiale contro l’AIDS, un’utile occasione per contrastare la diffusione di fake news

Il due dicembre ricorre la giornata mondiale contro l’Aids.
Si tratta di un’ottima occasione per diffondere informazioni utili sulla prevenzione.
Il protagonista incontrastato e indiscusso del 2020 è stato il corona virus, certo. Ci sono molte altre malattie e patologie, però, che non hanno per questo cessato di esistere, anzi, imperversano seminando nuove vittime.
A differenza del Covid, per il virus da immunodeficienza acquisita, altrimenti noto come AIDS, non esiste e non esisterà un vaccino.
Le numerose ricerche in questo campo, hanno reso possibile la sopravvivenza a questa malattia, un tempo letale nella totalità dei casi. Oggi ci sono una serie di cure, che permettono agli ammalati di condurre una vita “attenta” si, ma normale.
In qualsiasi caso, la migliore arma per combattere questo nemico rimane la prevenzione. Avere rapporti sessuali protetti e consapevoli, difendendosi così anche da altre malattie sessualmente trasmissibili.
Gli individui colpiti, sono affetti da un grave indebolimento delle difese immunitarie, causato dalla presenza nel sangue del virus HIV, il che permette l’ingresso nell’organismo ad ogni genere di virus e batterio.

Come si trasmette l’AIDS

Il virus peggiore di tutti, però, rimane la disinformazione.
Le Fake news in proposito, ancora oggi, continuano a diffondersi: sono ancora troppi quelli convinti che si tratti di una malattia trasmissibile con un bacio o una carezza.
Esistono, invece, tre diverse modalità di contagio:

  • Ematica
  • Materno fetale
  • Sessuale

La propaganda

Molte sono state le sceneggiature dedicate all’argomento, come ad esempio il celebre film del ’93 “Philadelphia”, che ricordiamo anche per una meravigliosa interpretazione di Tom Hanks
Il film tratta proprio di un avvocato che scopre di essere sieropositivo, ma decide di non comunicarlo allo studio legale presso cui lavora.
Venuto a galla il segreto, l’ufficio legale decide di licenziare il protagonista, a testimonianza delle discriminazioni che subivano i malati di AIDS.
La propaganda più efficace però, fu sicuramente un evento che risale proprio al due dicembre del 1991.
In questa data un immunologo, Fernando Aiuti, volle dimostrare che l’infezione non era trasmissibile attraverso un bacio. A conferma di ciò baciò Rosaria Iardino, giovane sieropositiva e i due vennero immortalati in uno scatto che è diventato il simbolo della lotta contro la disinformazione riguardo questa malattia.
Probabilmente si trattò di una delle più efficaci campagne di comunicazione mai portate avanti.